Una lotta contro il tempo e la burocrazia per dare una speranza di vita al fratello, entrato in coma dopo un incidente in scooter avvenuto a Bangkok. Sono ore di tensione per Matteo Presciutti e la sua famiglia che vogliono riportare Luca, 45 anni, a Perugia. In questi giorni, però, hanno dovuto fare i conti con una procedura di rientro complicata e costosa. Circa 20mila euro solo per il trasporto aereo e l’assistenza medica. E sarà solo l’inizio. Per questo è stata lanciata una raccolta fondi. “C’è stata una mobilitazione incredibile per aiutarci a pagare una cifra per noi insostenibile – spiega a ilfattoquotidiano.it Matteo Presciutti – e speriamo in queste ore di poter sboccare la situazione, prenotando il volo di rientro”. Ma le spese sono davvero tantissime: “Mi è appena arrivato il conto dell’ospedale per l’ultima settimana – continua – 1500 euro solo per tenerlo attaccato a una macchina, senza fare nulla”. Intanto il tempo passa e i rischi aumentano.

L’incidente a BangkokLuca Presciutti vive in Thailandia dal 2015. A Bangkok ha una compagna e un lavoro presso un’azienda locale che si occupa di ristorazione. Il 7 aprile scorso ha avuto un incidente mentre era in scooter. Ricoverato in ospedale, gli è stato detto che aveva riportato alcune fratture alle costole ed è stato dimesso. Nel giro di 24 ore, però, le sue condizioni sono peggiorate e l’uomo è stato riportato in ospedale dalla compagna. Di lì a poco è entrato in coma, a seguito di una emorragia cerebrale. Il fratello lo ha raggiunto insieme alla madre. “Non ci hanno dato un quadro clinico preciso – racconta – ma ci hanno detto che è in coma di primo grado e, al momento, è attaccato a un respiratore”. In Thailandia, però, i medici hanno detto che può affrontare un viaggio in aereo. Per riportarlo a casa Matteo Presciutti si è rivolto all’ambasciata italiana a Bangkok e alla Farnesina, ma la risposta è stata chiara: la famiglia deve affrontare i costi del viaggio. Non c’è altra scelta.

La raccolta fondi – Così è partita la raccolta fondi che ha fatto il giro del web. Con un post su Facebook anche i titolari de Il Bistrot, locale del centro storico di Perugia dove Luca ha lavorato, hanno contribuito a diffondere l’appello: “Il senso del nostro lavoro è organizzare momenti di gioia, di festa. Luca Presciutti ha lavorato con noi per tanti anni. Quel senso di gioia lo rendeva suo, ogni giorno. Oggi ha bisogno del nostro aiuto e di tutti i nostri amici e degli amici degli amici, se è necessario”. Nelle parole la paura del tempo che scorre: “È urgentissimo farlo rientrare in Italia dove, secondo pareri medici, potrebbe avere delle speranze. Non ci sono supporti o interventi pubblici da parte dell’ambasciata o del governo italiano”.


È invece già pronta un’équipe di medici volontari specializzati che, non appena saranno sbrigate tutte le pratiche, saliranno a bordo di un aereo per raggiungere Luca e riportarlo a casa. “Sarà ricoverato presso l’ospedale di Perugia” spiega il fratello Matteo, che però sta ancora affrontando gli ultimi intoppi. Già, perché il volo di rientro dovrebbe fare scalo a Dubai “e qui serve una stanza che accolga Luca per un paio di ore”. Nel frattempo continua la raccolta per aiutare la famiglia ad affrontare le spese.
Il numero della carta Unicredit intestata a Matteo Presciutti è 5264 3092 3383 5789. Iban: IT95R 02008 32974 001504169091.
Per offerte dall’estero: UNCRITMXXX. Per informazioni: matteopresciutti@gmail.com.

(foto d’archivio)

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