Luigi Marroni vuole dimostrare che le sue accuse contro Luca Lotti non sono frutto di una vendetta e che tra loro intercorrevano ottimi rapporti, almeno fino a quando raccontò ai carabinieri del Noe della fuga di notizie che lo aveva indotto a bonificare l’ufficio. Per questo l’ex amministratore di Consip consegnerà ai pm decine e decine di mail: tutte quelle scambiate in due anni con l’allora sottosegretario poi promosso ministro dello Sport. Lo riportano il Messaggero e il Corriere della Sera, aggiungendo nuovi particolari sull’inchiesta che vede indagato, tra gli altri, lo stesso Lotti per favoreggiamento e rivelazione di segreto d’ufficio. Il quale risponde bollando come “ricostruzioni davvero fantasiose” quelle che legge “sulla stampa”. Altri messaggi di posta elettronica, invece, riguardano Tiziano Renzi: mail, scambiate con il padre dell’ex premier, che sempre Marroni ha consegnato alla procura già nel giugno scorso per rendere evidente  come gli appuntamenti tra loro siano avvenuti quando lui era già al vertice di Consip.Nel marzo 2017 Marroni aveva raccontato ai magistrati che il genitore dell’ex segretario del Pd gli aveva chiesto di favorire l’amico imprenditore Carlo Russo nell’aggiudicazione degli appalti pubblici. Tiziano, che è indagato per traffico d’influenze in concorso, ha sempre negato.

A due giorni dal faccia a faccia con Lotti, è stato lo stesso ex ad della centrle acquisti della pubblica amministrazione ad annunciare ai pm che avrebbe consegnato tutta la documentazione relativa alla durata del suo incarico a partire dal giugno 2015 fino a quando, da testimone, perse il posto nel giugno 2017. Il quotidiano di via Solferino spiega come le mail servano a confermare come l’ex ad sia sempre stato leale e collaborativo con l’attuale ministro. D’altronde – ricorda lo stesso manager – è stato chiamato in Consip proprio dal governo guidato da Matteo Renzi.

Gli argomenti delle mail che riceveranno i pm sono vari e molteplici. Li ricostruisce il Messaggero: ci sono i rapporti sull’attività della centrale acquisti della pubblica amministrazione, le opinioni sulle nomine tra Lotti e Marroni, gli argomenti da discutere in Parlamento. La corrispondenza tra i due era frequente, scrive il quotidiano romano. E serve a sottolineare come Marroni non aveva nessun motivo per mentire la sera del 20 dicembre 2016, quando rivelò ai pm Woodcock e Carrano “che nel luglio 2016 l’onorevole Luca Lotti, che io conosco, mi ha detto di stare attento perché aveva appreso che vi era una indagine della Autorità Giudiziaria sull’imprenditore Romeo di Napoli e sul mio predecessore Casalino, dicendomi espressamente che erano state espletate operazioni di intercettazioni telefoniche e anche ambientali”.

Lotti, invece, continua a sostenere il contrario: “È ovvio che Marroni debba in tutti modi cercare di sostenere il suo punto di vista per non essere tacciato di falsità“, sono le parole usate in una nota dal ministro. “Quel che in contrario dovevo dire l’ho già dichiarato da tempo ai magistrati e l’ho ribadito sia nel confronto di due giorni fa sia in tutte le sedi, sedi nelle quali ho da sempre confermato la mia totale estraneità ai fatti”, ha aggiunto.