A volte nel mondo della canzone italiana ti imbatti in artisti che, dalle prime battute, dimostrano di avere una marcia in più. A me è successo quando ho ascoltato per la prima volta dal vivo Roberta Giallo, cantautrice marchigiana di Senigallia, da tempo trapiantata a Bologna.

Il nome lo avevo captato dal circuito della canzone d’autore italiana; per di più, persone di cui mi fido ne parlavano molto bene. Ma – vi assicuro – mai come in questo caso l’ascolto dal vivo rende al nome, al volto e alle canzoni la giusta collocazione artistica.

Roberta Giallo ha all’attivo un EP, Di luce propria, uscito nel 2014, e un disco uscito nel gennaio 2017: L’oscurità di Guillaume. Quest’ultimo è un concept album, un viaggio in una storia d’amore misteriosa e magmatica, perfettamente calibrata nel pianoforte e nella poetica dell’artista.

Musicista, prima che cantautrice, Roberta Giallo si inserisce nel filone della canzone d’autore che va da Bindi (proprio al Premio Bindi, da lei vinto, la vidi per la prima volta dal vivo) a Battiato, da Fossati a Dalla. Di Dalla ha sicuramente la forza straniante della forma dei brani, che “preleva” l’ascoltatore dal patto finzionale con l’artista e lo obbliga a riflettere sul suo materiale sonoro (o comunque a farci caso, inevitabilmente). Nelle sue canzoni, arpeggi di pianoforte, ritmi tondi, due quarti o terzinati non sono mai semplicemente a servizio della parola, ma significano assieme ad essa in maniera unisona e concorrono alla struttura del brano.

La poetica presenta temi cari come una eterna dualità irrisolta, una spola tra due verità: siano esse astratto/concreto, andare/restare, forza orizzontale virtuosa o profondità sensibile, irrequietezza naif o tetragona competenza. Questi temi sono spesso immersi nella realtà difficoltosa della musica italiana, dove la bravura – nel suo caso veicolata da una voce fuori dal normale, egregia – rischia di essere mortificata dalla fantomatica “corsa al successo”, tra cadute immeritate e riconoscimenti, come nel brano Quattro schiaffi e una carezza.

Il mondo di Roberta Giallo si svela profondo e ricco anche quando la cantautrice semplicemente introduce i pezzi, quando ne parla. È impossibile che una sua intervista si perda nella banalità circostante, e da ciò che dice capisci che le canzoni hanno dietro e dentro un poderoso armamentario di capacità.

Ascoltate le canzoni in rete come Via di qua, Dalle stalle alle stelle o Le idee sono nell’aria. Poi procuratevi il disco L’oscurità di Guillaume. Soprattutto, cercatela dal vivo, troverete le date sui suoi canali social. Capirete subito a cosa mi riferisco.

Ora Roberta Giallo è in corsa per partecipare alle selezioni del Primo Maggio a Roma. Votatela. Sarebbe davvero un peccato non vedere una delle nostre migliori cantautrici su un palco così importante.

Foto tratta dal profilo Fb di Roberta Giallo