Aveva rinunciato l’eredità chiudendo di fatto ogni possibilità ai familiari di Chiara Poggi di essere risarciti. L’indagine su Alberto Stasi, condannato in via definitta per l’omicidio di Garlasco a 16 anni, la madre e gli zii si è chiusa con una archiviazione. Il gip di Milano Natalia Imarisio però nel provvedimento scrive che non “può ragionevolmente spiegarsi con una totale dimenticanza dovuta alle condizioni di ‘stress’ in cui versava”, come ha sostenuto la sua difesa, l’”anomalo” comportamento di Stasi, quando, nella primavere-estate 2014, “dopo aver chiesto l’inventario dei beni” lasciati dal padre Nicola, morto senza testamento nel dicembre precedente, ha “omesso di accettare l’eredità”.

Comportamento che avrebbe impedito ai genitori e al fratello di Chiara Poggi di ottenere il risarcimento “ultramilionario” al quale era stato condannato in seguito alla irrevocabilità decisa nel dicembre 2015 dalla Cassazione nella sentenza con cui nel dicembre 2014 fu condannato nell’appello bis a 16 anni di carcere per l’omicidio della sua ex fidanzata e a pagare i danni patiti dai familiari della giovane. Agli indagati veniva contestata la mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice per via della ipotizzata “fraudolenta operazione” con la quale ha rinunciato all’eredità del padre. Operazione che avrebbe portato al mancato versamento di oltre un milione di euro lamentato in una denuncia, ora giudicata “tardiva“, dai Poggi, somma che avrebbe permesso loro di rifondere gli avvocati e i consulenti tecnici che li hanno seguiti a partire dal 2007 quando è stata uccisa la ragazza.

Il Fatto di Domani - Ogni sera il punto della giornata con le notizie più importanti pubblicate sul Fatto.

ISCRIVITI

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Berlusconi: “L’idea di Dell’Utri di scappare in Libano? Stupidità. Non poteva non sapere che c’era l’estradizione”

next
Articolo Successivo

‘Ndrangheta, torna in libertà ex senatore Antonio Caridi: era stato arrestato nel 2016

next