Certezza della pena“. La frase la pronuncia per primo Matteo Salvini, ma dopo qualche ora rimbalza anche sul Blog delle Stelle. La riforma dell’ordinamento penitenziario approvata in consiglio dei ministri non piace né alla Lega né ai Cinquestelle. Con sfumature diverse, ma il concetto è espresso da entrambi i partiti usciti “vincitori” dalle elezioni del 4 marzo. “Vergogna – commenta Salvini – un governo bocciato dagli italiani approva l’ennesimo salva-ladri. Appena al governo cancelleremo questa follia nel nome della certezza della pena: chi sbaglia paga!”. Per Alfonso Bonafede, “candidato ministro” della Giustizia del M5s, il provvedimento del governo Gentiloni “mina alla base il principio della certezza della pena” ed “è un affronto che non può essere accettato: nella diciottesima legislatura, il Parlamento dovrà intervenire in materia di giustizia rassicurando i cittadini sull’importanza della legalità e della certezza della pena”. A entrambi aveva risposto “preventivamente” il ministro della Giustizia Andrea Orlando garantendo che “non uscirà un solo ladro in più”.

Ma Bonafede insiste: “Il governo è consapevole che i cittadini non vogliono una norma di questo tipo e, proprio per questo, lo ha approvato con una strategia sconcertante per il modo in cui calpesta le prerogative parlamentari”. Secondo il deputato il testo è stato approvato “nella distrazione generale nella fase di passaggio tra una legislatura e l’altra” e “fuori da ogni possibile controllo parlamentare”. Da quanto si capisce, però, un passaggio parlamentare potrebbe esserci attraverso una commissione speciale che verrà istituita in ciascuna delle Camere per i provvedimenti urgenti, come per esempio il Def che dev’essere approvato entro il 10 aprile, in attesa della composizione delle commissioni permanenti che necessiterà di qualche mese. Per contro, però, i termini della commissione per dare il parere (non vincolante) è di 10 giorni quindi il passaggio è molto stretto.

Per Bonafede “il sovraffollamento carcerario è un problema serio, ma non può essere affrontato in questo modo: elargire irragionevolmente benefici penitenziari ad un numero sempre maggiore di detenuti – ergastolani inclusi – è molto grave, soprattutto considerando tutti gli svuotacarceri di questi anni”. Piuttosto, secondo il deputato M5s, “è fondamentale attuare con urgenza un piano-carceri serio che porti alla realizzazione di nuovi istituti penitenziari e al miglioramento delle condizioni di vita dei detenuti, investendo risorse sul controllo e la qualità delle misure alternative e sulla rieducazione della pena”.

In linea con Lega e Cinquestelle, anche Forza Italia. “Avevamo già invitato il governo, nei giorni scorsi, a non tentare colpi di mano dopo le elezioni sul decreto di riforma del sistema penitenziario – commenta Maurizio Gasparri – Ancora una volta, invece, l’arroganza del Pd produce l’ennesimo atto scellerato contro gli agenti che lavorano nelle carceri e a favore di chi invece ha commesso reati ed è in carcere per scontare la propria pena”.

Tra i contrari anche l’assocazione dei familiari della strage di via dei Georgofili a Firenze. La riforma – dice la presidente Giovanna Maggiani Chelli – non è proprio come ha detto il ministro Orlando. Infatti soprattutto, darà il via, se abbiamo capito bene in queste ore convulse, a misure alternative al carcere per i mafiosi rei di strage, e a quanti con la mafia per le stragi del 1993 si sono collusi. Non ci resta ora che confidare in una presa di coscienza da sollecitare in ogni modo e maniera da qui in avanti, perché forse un altro regalo pro mafia è stato sdoganato nel momento più drammatico per tutti noi, quando i politici hanno paura di lasciare gli scranni e i posti sicuri”.. Il riferimento è a chi non è al 41bis, che è escluso dalle concessioni previste dalla riforma. Bisogna anche ricordare che qualsiasi richiesta è comunque vagliata dal magistrato di sorveglianza.

Parla di risultato storico Rita Bernardini, del coordinamento del Partito Radicale, che ricorda la “lunga lotta grazie e con Marco Pannella“. “Negli ultimi due anni, abbiamo condotto le nostre lotte ricorrendo alla nonviolenza, con gli scioperi della fame sostenuti da decine di migliaia di detenuti, dai penalisti dell’Ucpi, dagli appelli di centinaia di giuristi, associazioni”. Per Walter Verini, finora capogruppo del Pd in commissione Giustizia alla Camera, “è una riforma importante, civile, che proverà a rendere le pene (che devono essere certe) un’occasione di recupero per chi ha sbagliato. Questo devono essere le pene e le carceri. Come dice la Costituzione. Chi in prigione apprende un mestiere, frequenta un corso scolastico, svolge attività sociale, una volta uscito non torna a fare il delinquente”.