È morto Piero Ostellino. L’ex direttore del Corriere della Sera , guidato dal 1984 al 1987, aveva 82 anni. Nato a Venezia il 9 ottobre 1935, il giornalista si era laureato in Scienze politiche a Torino, città nella quale aveva contribuito alla fondazione del Centro di ricerca Luigi Einaudi. Approdato al Corriere nel 1967, Ostellino era diventato corrispondente da Mosca sei anni più tardi e nel 1979 si era trasferito a Pechino per raccontare la Cina di Mao.

Nel 1984 era stato nominato direttore del quotidiano di via Solferino succedendo a Alberto Cavallari che aveva risollevato il corriere dopo lo scandalo P2. Restò alla guida del giornale per 3 anni cedendo poi il timone a Ugo Stille. Sotto la sua direzione, comparve sulla prima pagina del Corriere il famoso articolo di Leonardo Sciascia sui “professionisti dell’antimafia”. Dal 1990 al 1995 fu il direttore dell’Ispi, l’Istituto per gli studi di politica internazionale di Milano, ed è stato membro del comitato scientifico dell’Università della Carolina del Nord.

“Lo angustiava soprattutto la permanenza di una logica dirigista e corporativa, assistenzialista e autoritaria, che vedeva come piombo nelle ali dell’Italia. Prendeva di mira con assiduità anche gli eccessi del giustizialismo, le frequenti intromissioni in campo politico di certa magistratura – scrive il Corriere – Gli appariva un grave pericolo compromettere le garanzie processuali in nome di un’esigenza di moralizzazione della vita pubblica“.

Nel 2015, dopo quasi 50 anni, Ostellino aveva lasciato il Corsera per approdare a Il Giornale. “Volevo informarvi della decisione di Piero Ostellino di lasciare il Corriere dopo aver ricevuto dall’azienda la comunicazione del taglio della sua collaborazione, come avvenuto per tutti gli altri editorialisti – aveva scritto nella comunicazione inviata l’allora direttore Ferruccio de Bortoli al comitato di redazione – Ho fatto il possibile per trattenerlo e per favorire un’intesa economica con l’azienda. La considero una sconfitta personale. Faccio i miei migliori auguri a Piero, con il quale ho parlato in mattinata, amico e maestro, che ringrazio per i tanti anni di leale e preziosa collaborazione”.

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