“Non è che gli elettori di sinistra non c’hanno votato, è che sono morti (di vecchiaia)”. È questa, in sintesi, la conclusione a cui sono giunti i Giovani Democratici di Pesaro dopo la pesante sconfitta del Partito Democratico alle elezioni del 4 marzo. “Il Pd pesarese alla camera durante le politiche del 2013 prese (fonte portale Eligendo) 18.763 voti – scrivono sulla loro pagina Facebook -. Domenica ha preso 14.875 voti. 3888 voti in meno. Che potrebbe sembrare un grosso problema se non considerassimo che il tasso di mortalità a Pesaro è 10 su 1000, cioè circa 950 persone l’anno”.

Il riferimento, ironico, è alla questione generazionale, come gli stessi GD marchigiani hanno precisato dopo esser stati inondati in poche ore dai commenti. “Vista l’inaspettata visibilità forse è il caso di sottolineare l‘ironia del post che voleva far riflettere su un problema generazionale di cui ora più che mai è necessario parlare. Ci scusiamo per non aver messo la faccina che ride” hanno spiegato. Nel collegio uninominale di Pesaro la coalizione di centrosinistra aveva candidato il ministro dell’Interno Marco Minniti, ex delfino di Massimo D’Alema, che è arrivato terzo dietro sia ad Andrea Cecconi del Movimento 5 Stelle, (uno dei grillini protagonisti dello scandalo rimborsi), sia ad Anna Maria Bezzicchieri del centrodestra.