Beppe Grillo che apre con Virginia Raggi sotto braccio e chiude, ormai come da tradizione, con la sua canzone. Luigi Di Maio che legge una lettera alla “sua generazione” (quella del “nonostante tutto”) e annuncia il primo decreto del governo M5s: taglio ai vitalizi, agli stipendi dei parlamentari e redistribuzione degli sprechi a famiglie e pensionati. Poi Alessandro Di Battista che si congeda da deputato e promette resterà un attivista e Roberto Fico che parla ai militanti storici. E naturalmente Davide Casaleggio, il figlio di Gianroberto, che ha preso il testimone del padre e soprattutto lanciato la nuova fase del Movimento. La piazza che chiude la campagna elettorale 2018 del Movimento 5 stelle è il simbolo della fine di un’epoca, ma anche la benedizione per l’ultimo sprint della lunga corsa per l’impresa che sognano da sempre. In piazza del Popolo a Roma, riempita a metà, arrivano, secondo lo staff, 20mila persone: la scenografia è gialla, con i cartelli dalle scritte “Scegli, partecipa, cambia” e le bandiere bianche con il simbolo del Movimento. Poi i cori “onestà, onestà”, come da tradizione. Sul palco intervengono anche Roberta Lombardi, candidata presenidente per il Lazio, Dario Violi (ha mandato un videomessaggio) in corsa per le Lombardia, Roberto Fico e Paola Taverna. La folla non è quella del 2013, ma i tempi sono diversi: c’è meno bisogno di contarsi e di riempire le piazze (lo dice pure Grillo al microfono “Forse tornerà il tempo delle piazze”), ma tutti sperano in grande. “Ho visto i sondaggi, siamo a un passo dalla vittoria”, dice Di Maio. “Nel 2013 siamo entrati in Parlamento da opposizione, stasera quell’era finisce, inizia quella del governo”. Ma il vero annuncio è il primo atto che vorrebbe realizzare da presidente del Consiglio: “Un decreto in tre punti: al primo dimezzeremo lo stipendio ai parlamentari della Repubblica, al secondo togliamo i vitalizi e al terzo disponiamo 30 miliardi di sprechi verso aiuti alle famiglie e ai pensionati. Questo decreto potrà essere approvato dal Cdm che ieri vi ho presentato se domenica ci darete la maggioranza”. Solo ieri ha dato la sua lista di eventuali ministri per un esecutivo a 5 stelle e oggi aggiunge che “sta pensando” a Elisabetta Trenta, già indicata come ipotetico ministro della Difesa, per l’incarico di vice premier. Quando il comizio finisce il palco si riempie di tutti, candidati e uscenti, i portavoce 5 stelle presenti: è una delle scene tradizionali, salvo che si commuovono più del solito. Perché questa, come ha detto Virginia Raggi, è l’ “ultima chance per arrivare al governo”.

Video di A.Sofia e M.Lanaro

Grillo: “Abbiamo azzerato i partiti che si sono sciolti in una sorta di diarrea”
Beppe Grillo è stato il primo a salire sul palco e anche l’ultimo a chiudere l’evento. La sua presenza è stata molto più che simbolica: ha fatto una campagna elettorale defilata, tra la separazione del suo blog da quello del Movimento e la scelta di far fare i comizi che contano a Di Maio da solo. Ma ci ha tenuto a ripetere, fino alla fine, che lui non va da nessuna parte (almeno per ora). “Non vorrei creare qualche sofferenza qui. Ci sarà, non ci sarà più, lui è andato via, ha fatto un passo di lato…adesso gira su stesso. Noi siamo un paradosso vivente della politica mondiale. Il paradosso è tutto e tutto il suo contrario, noi nasciamo da un paradosso, dall’incontro di un grande manager, Gianroberto Casaleggio e un buffone che è andava nelle piazze a gridare contro la Sip”. Proprio Grillo alla vigilia del voto, ha anche benedetto la nuova fase meno di pancia e più di governo: “Può darsi che sia finito il periodo del vaffa, il nostro diritto al grido. Quando c’era silenzio noi abbiamo gridato ed era giusto il nostro diritto al grido. Ma il Vaffa rimarrà, ce l’avremo nel taschino, un vaffino, lo avremo nel taschino”. Quindi il garante ha parlato degli altri partiti: “Abbiamo fatto una cosa straordinaria, abbiamo azzerato i partiti che si sono sciolti in una sorta di diarrea… Intanto tutti i partiti si sono trasformati in movimento e l’unico partito vero ora che c’è siamo noi: gli unici con un leader e un programma . E’ fantastico! Abbiamo escogitato un sistema meraviglioso per andare lì a cambiare veramente le cose. Ma il cuore, quello rimane anche se andiamo lì. Dobbiamo ricordarci del nostro cuore, delle parole guerriere”. E ha chiuso ripetendo uno dei suoi temi più cari, ovvero il fatto che il Movimento è un progetto che “se funzionata”, sarà destinato a sciogliersi: “Quando i cittadini avranno gli strumenti per fare un referendum da casa, il movimento potrà anche sciogliersi, siamo un movimento biodegradabile”. E ha chiuso: “Mentre tutti i partiti si sono trasformati in movimento, il M5s è l’unico partito vero e ora che c’è siamo noi: gli unici con un leader e un programma”.

Di Maio: “Stasera finisce l’era dell’opposizione e inizia quella del governo”. Poi legge lettera alla sua generazione
E’ di Luigi Di Maio uno degli interventi più lunghi e più attesi: è l’ultimo appello al voto per la corsa decisiva in cui si gioca il tutto e per tutto per arrivare al governo. “Il Movimento”, ha detto, “è stato dato per morto ogni 6 mesi negli ultimi 5 anni e oggi siamo qui con un consenso ancora maggiore rispetto al 2013, ma se allora siamo entrati in Parlamento come opposizione stasera quell’era finisce e inizia quella del governo. Non prendiamo finanziamenti, e siamo la prima forza politica politica del Paese. Tutto ciò esiste perché ognuno ha fatto la sua parte. La responsabilità che sento e sentiamo di più è proprio quella di non deludere tutta questa speranza, questa aspettativa degli italiani, la loro fiducia ci deve onorare, e da lunedì abbiamo l’obiettivo di iniziare a fare tutto ciò che abbiamo detto fino ad ora”. Di Maio, dopo che ieri ha annunciato la squadra del primo eventuale esecutivo a 5 stelle, oggi ha invece rivelato qual è il primo provvedimento che vorrebbe fosse approvato dal suo consiglio dei ministri: un decreto per tagliare i costi alla politica. “Avremo un gruppo parlamentare tre volte più grande. Con noi finisce l’epoca delle poltrone e inizia quelle di chi nelle istituzioni lavora per i cittadini”. Poi una promessa, quella che i 5 stelle ripetono sempre: “Vi prometto che nessuno sarà lasciato indietro dallo Stato. Noi siamo quelli che nonostante tutto ce la stanno facendo, e possiamo farcela se tutti partecipiamo e scegliamo”.

La lettera di Di Maio ai giovani “della sua generazione”
Il leader M5s nel corso del suo intervento dal palco ha scelto di leggere una lettera rivolta alla sua generazione. “Noi siamo stati chiamati in tanti modi. Generazione y, millennials, tanti nomi perché in fondo chi ci guardava da fuori non ci ha mai capito. La realtà è che siamo la generazione del “nonostante tutto”. Perché noi siamo quelli che nonostante tutto ce la stanno facendo. All’inizio sembrava tutto perfetto. Poi siamo cresciuti e abbiamo fatto l’università perché ci avevano raccontato che bastava prendere una laurea per avere un posto fisso, guadagnare dei soldi, fare un mutuo e mettere su famiglia. Invece no, non è stato così. Ci siamo trovati ad affrontare un mondo che non eravamo stati preparati ad affrontare”. E’ questo l’incipit della lettera che ha letto ai “giovani dai 20 ai 40 anni”. Una sorta di ultimo appello al voto, tutto dedicato agli elettori più giovani. “Il mondo è cambiato e allora noi siamo cambiati assieme al mondo, adattandoci ai nuovi contesti. E ora siamo diventati grandi. E vogliamo rivendicare il diritto a guidare il cambiamento di cui il Paese ha bisogno. Perché il mondo è cambiato, noi siamo cambiati, ma l’Italia è sempre la stessa. Quelli che comandano, quelli che si candidano a governare sono sempre gli stessi da 20 anni. La mobilità sociale non esiste, i più ricchi di oggi sono gli stessi del secolo scorso. E questo succede solo in Italia. Questo Paese non cambia e non si adatta al mondo perché chi comanda non vuole cambiare e ci sta portando sempre più giù. Per una evoluzione della specie devono cedere il passo. Non è una minaccia, è una legge biologica, ed è la storia a dircelo”, prosegue Di Maio che conclude: “Noi abbiamo il dovere di cambiare questo Paese, abbiamo la responsabilità di dotarlo delle nostre competenze per farlo entrare dalla porta principale nel mondo che è cambiato. Perché così com’è non si va da nessuna parte”.

Davide Casaleggio: “Il 4 marzo è vicino, corriamo controvento e iniziamo a volare alto”
Tra i primi ha parlato il figlio del cofondatore Gianroberto Casaleggio, che si è presentato sul palco con un palloncino rosso simbolo del padre. “Siamo andati controvento in tutti questi anni: siamo andati contro la Gomorra della politica”, ha detto. “Fuori dalla casa di mio padre c’è una targa che rappresenta un disegno di Guareschi e che si intitola ‘controvento’: ed è proprio controvento che siamo andati questi anni. Contro i luoghi comuni, contro la Gomorra della politica contro ciò che ha fatto male all’Italia. E con la determinazione che siamo arrivati fino a qua”. E ha chiuso citando Adriano Olivetti: “Siamo tantissimi tasti di una macchina che sta scrivendo una storia bellissima”.

Di Battista: “Questo è il mio ultimo discorso da deputato”
Per Di Battista è stato un quasi arrivederci dopo una campagna in giro con il suo camper (lui sì). “Questo è il mio ultimo discorso da parlamentare per ora”, ha detto, “ma resto sempre a disposizione Di Luigi perché il Movimento è la mia seconda pelle”. Quindi contro l’ex Cavaliere: “Berlusconi e De Benedetti stanno cercando già un low cost per andarsene dall’Italia. Lo hanno promesso: se vinciamo noi se ne vanno”. Poi ai giovani: “Mi rivolgo ai giovani: è responsabilità vostra tirare su questo Paese e lo si può fare solo partecipando attivamente. Giovani tiriamolo su noi questo Paese. Ripartiamo dalla legalità e dalla lotta alla corruzione. Dobbiamo fare un ultimo sforzo, possiamo stravincere. Sento davvero un clima nuovo”.

Fico: “Amo M5s che ci ricorda da dove veniamo” 
Ha parlato anche Roberto Fico, quello che solo qualche mese fa era stato lo sfidante di Di Maio. “La difesa dei ben comuni, dell’acqua pubblica, l’energia rinnovabile, la raccolta di fondi per fare anche le piccole cose, il rifiuto del finanziamento pubblico: “io amo questo Movimento per questo”, ha detto. Proprio Fico non aveva parlato in segno di polemica dal palco di Imola, ovvero nell’ultima manifestazione M5s: “Siamo qui questa sera per riaffermare tutte queste cose”. Questo, ha aggiunto, “è un Movimento meraviglioso che ha dimostrato che la politica si può fare in un altro modo. Questo Movimento è una grande opportunità per questo Paese in cui ognuno dovrà fare la sua parte e nessuno essere escluso”. E soprattutto “dobbiamo ricordarci sempre chi siamo e dove stiamo andando. Noi in qualche modo abbiamo già vinto”.

Raggi: “Il sogno è iniziato con la guida di Roma, ora al governo. Noi incapaci? Sì di rubare”
Intorno alle 18.30 sul palco si è presentato Beppe Grillo che ha aperto l’evento tenendo sotto braccio Virginia Raggi. “Vi lascio in buona compagnia, ci vediamo verso mezzanotte: godetevela”, ha detto il garante. La prima cittadina ha esordito: “E’ un’emozione essere qui: non mollate mai, io non ho mollato. Io vi voglio bene, questo ve lo voglio dire. Un anno e mezzo fa è iniziato il nostro sogno, un cammino che ci ha portato alla guida di Roma, ora questo cammino dobbiamo completarlo andando al governo del Paese, con Luigi Di Maio”. E poi: “Dobbiamo fare un favore ai noi stessi e ai nostri figli, dobbiamo rivoltare completamente il sistema dei partiti, un sistema marcio, in cui gli inciuci sono all’ordine del giorno, i cambi di casacca, gli scambi di favore tra partiti. Hanno scritto una legge per tenere fuori il M5s, sono vergognosi e noi abbiamo la dignità di fermare questo sistema e il coraggio di farlo”. Quindi Raggi ha citato il fuorionda di Fitto, Salvini e Meloni: “Avete visto? Hanno paura di noi”. E ha chiuso: “Siamo incapaci, sì, siamo incapaci di rubare”.