Quattro mesi. Questo è il tempo che è passato tra la presentazione di un esposto alla Questura di Latina da parte di Antonietta Gargiulo nei confronti del marito Luigi Capasso – morto suicida ieri, dopo aver ferito la moglie e ucciso le due piccole figlie – e la convocazione del carabiniere davanti alle autorità. Secondo fonti autorevoli, consultate da ilfattoquotidiano.it, la donna si era presentata negli uffici di Latina il 7 settembre dello scorso anno, tre giorni dopo l’aggressione subita da parte del marito davanti allo stabilimento della Findus, dove lavora come operaia.

Nulla è però accaduto fino ai primi di gennaio. Nessuna convocazione, nessuna indagine. Un tempo lunghissimo, una procedura che sicuramente ha irritato il ministero dell’Interno, tanto da far intervenire duramente Marco Minniti il giorno dopo la strage: “È inaccettabile l’accaduto, su queste cose ci sono troppe sottovalutazioni. Dobbiamo prendere un impegno d’onore: non possiamo discutere di tragedie simili pensando che si sarebbero potute evitare”, ha dichiarato il ministro dell’Interno.

La Polizia di Stato si sarebbe attivata solo all’inizio dell’anno, quando Gargiulo si presenta al Commissariato di Cisterna di Latina – che dipende dalla Questura del capoluogo di provincia – per presentare a sua volta un esposto contro la moglie, accusandola di non permettergli di rientrare in casa per riprendere i suoi oggetti personali. Lo scrupolo di un funzionario del Commissariato fa emergere l’esposto della donna, presentato quattro mesi prima. Solo a quel punto il carabiniere viene chiamato e, secondo le fonti consultate, già appariva non lucido. Viene chiamata anche la moglie, che risponde di avere paura, come ha raccontato ieri l’avvocato Maria Belli.

Fonti della Questura di Latina, interpellate da ilfattoquotidiano.it, hanno, almeno in parte, confermato la notizia: “Effettivamente la donna ha presentato l’esposto da noi, ma in questo momento non siamo in grado di dire in che data è stato chiamato il marito”. Tutti gli atti del caso sono stati acquisiti sia dalla magistratura che dal ministero dell’Interno, che sta approfondendo quanto accaduto.

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