Almeno 17 morti e una quindicina di feriti gravi. A poche ore dall’assalto alla scuola superiore di Parkland, in Florida, prende sempre più corpo la gravità della carneficina all’inteno della Marjory Stoneman Douglas High School, che ospita circa 3mila studenti. “Una situazione terribile”, l’aveva definita poco prima il sovrintendente scolastico Robert Runcie.

Lo sparatore è un ex studente, Nicholas Cruz, che secondo quanto confermato dallo sceriffo è stato fermato e preso in custodia della polizia. Il sospettato, riporta Fox citando alcune fonti, ha contatti tramite i social media con diversi gruppi legati alle armi e ha partecipato a diverse chatroom su YouTube sulla produzione di bombe. Cruz, riferiscono alcuni media locali, è descritto da alcune fonti come un ”ragazzo difficile”. Ma evidentemente questo non gli ha impedito di farsi largo nel campus a colpi di ar-15, fucile da assalto semiautomatico.

L’autore della sparatoria ha aperto il fuoco sugli studenti con il volto coperto da una maschera a gas. Nella sparatoria sarebbe morta una professoressa raggiunta dai colpi del killer mentre con il suo corpo proteggeva uno degli studenti. Stando alle immagini diffuse dalla Cnn, agenti delle forze speciali avrebbero poi fatto irruzione in un edificio e ordinato agli studenti di barricarsi all’interno del campus. Le immagini aeree riprese da un’emittente affiliata alla Cnn, la Wsvn, mostrano diverse persone ferite a terra davanti alla scuola, mentre vengono curate e trasportate verso le ambulanze. Sul posto decine di veicoli, compreso un tank. Sul posto anche le squadre di Swat che sono entrate nel campus con unità cinofile. Secondo l’emittente Cbs è stata subito avviata l’evacuazione degli studenti dell’istituto, ma la polizia ha chiesto a studenti e insegnanti di rimanere barricati all’interno finché non sono stati raggiunti dagli agenti. Le autorità hanno chiesto ai cittadini di evitare la zona.

Sono almeno 19 le scuole americane in cui dall’inizio dell’anno si è verificata una sparatoria. I dati sono quelli di Everytown For Gun Safety, associazione che si batte per un maggior controllo sulla vendita delle armi da fuoco. L’episodio più grave finora era stato quello del 23 gennaio scorso quando uno studente di 15 anni in un liceo del Kentucky uccise due studenti ferendone altri 20.