Stati Uniti in “shutdown”. E Donald Trump attacca i democratici: “Sono più preoccupati degli immigrati illegali piuttosto che delle nostre valorose forze armate e della sicurezza ai nostri confini meridionali. Avrebbero potuto trovare facilmente un accordo ma hanno preferito la politica dello shutdown”, twitta il presidente americano. Lo stop alle attività amministrative federali arriva dopo il voto negativo del Senato al provvedimento per finanziare il bilancio del governo. Senza la fumata bianca, a partire dalla mezzanotte di Washington (le 6 di sabato mattina in Italia) hanno chiuso molti uffici governativi, dipartimenti e agenzie federali. Trump non è riuscito a trovare  un accordo con i democratici, che avevano chiesto la conferma delle tutele per i dreamers, i giovani immigrati portati negli Usa da piccoli da genitori clandestini che l’amministrazione di Barack Obama ha messo al riparo dalle deportazioni.

È il primo anniversario della mia presidenza e i Democratici hanno voluto farmi un bel regalo“, commenta il presidente Usa su Twitter, come ormai consuetudine. Non meno duro il comunicato ufficiale della Casa Bianca che ha definito i dem “perdenti ostruzionisti“. “Hanno messo la politica prima della nostra sicurezza nazionale – si legge – prima delle famiglie dei militari, dei bambini vulnerabili e della possibilità per il nostro Paese di servire gli americani”. Ancora più dure le parole della portavoce Sarah Sanders: “Non negozieremo lo status di cittadini illegali mentre (i democratici) tengono i nostri cittadini ostaggio di richieste incoscienti. Questo è comportamento da ostruzionisti, non da legislatori”.

Ora cosa succede – Nel 2013, anno dell’ultimo shutdown, circa 850mila dipendenti del governo rimasero a casa in congedo per 16 giorni. È ipotizzabile una situazione analoga anche nel 2018. I servizi essenziali continueranno, anche se i lavoratori saranno senza stipendio, ha detto ai giornalisti il direttore dell’ufficio della direzione e del budget, Mick Mulvaney. I servizi essenziali comprendono il Social Security, i sistemi di previdenza e assistenza sociale che continueranno ad erogare pensioni e sussidi, e il servizio militare attivo, il cui personale rimarrà al suo posto. Circa 1,3 milioni di membri delle forze armate potrebbero però lavorare senza paga regolare se lo shutdown dovesse prolungarsi fino al primo febbraio.

Stop per pratiche immigrati- Potrebbero subire conseguenze le pratiche e la posizione di 700mila immigrati attualmente coinvolti nel Deferred Action for Childhood Arrivals. Non è stata al momento ipotizzata alcuna soluzione e non ci sono provvedimenti all’orizzonte. La deadline per il programma scade il 5 marzo. Non possono essere escluse conseguenze nemmeno sui 9 milioni di minori attualmente coperti dal Children’s Health Insurance Program.

Servizi postali e trasporti – La consegna della posta continuerà normalmente, poiché il servizio postale degli Stati Uniti ha il proprio flusso di entrate. Un altro settore che non subirà impatti è il trasporto aereo. I controllori del traffico aereo, gli addetti al controllo della sicurezza della Transportation Security Administration e gli agenti di protezione doganale e di frontiera rimarranno sul posto di lavoro. “Tutte queste persone lavoreranno per niente, il che non è semplicemente giusto”, ha detto Mulvaney.

Chiudono i parchi, aperti i tribunali – Fino a 418 parchi e siti nazionali potrebbero chiudere i battenti, sebbene il Dipartimento degli Interni stia lavorando per garantire comunque l’accesso dei visitatori. Da parte sua il dipartimento di Giustizia ha un piano di emergenza in base al quale circa 95mila dei suoi quasi 111mila dipendenti continuerebbero a lavorare. Le corti federali, compresa la corte suprema, resteranno aperte.

La chiusura ostacolerà le attività della Federal Emergency Management Agency (FEMA), che sta affrontando le conseguenze di numerosi disastri naturali tra cui l’uragano che ha lasciato Puerto Rico in gran parte senza elettricità per mesi e gli incendi in California. L’agenzia potrebbe essere costretta a concedere la licenza a molti dei suoi dipendenti a tempo pieno ritenuti non essenziali, ha riferito il Washington Post. Un altro problema riguarda invece gli oltre 680mila residenti di Washington, che potrebbero trovarsi alle prese con lo stop della raccolta dei rifiuti, visto che il bilancio municipale è legato a quello federale. Il sindaco Vincent Grey ha tuttavia assicurato che continuerà a mantenere al lavoro tutti i dipendenti pagandoli con fondi di emergenza.