Con “Appalti fuori controllo”, lunedì 15 gennaio ore 21.15 su Rai3, torna PresaDiretta con la seconda puntata della stagione. Un’inchiesta sui soldi pubblici per capire se vengono spesi bene e se le “regole del gioco” sono le stesse per tutti.

 Centoquindici miliardi di euro sono i soldi che ogni anno vengono spesi in appalti nel nostro paese, quasi il 7% dell’intero Prodotto Interno Lordo. Ma il denaro investito dallo Stato per la costruzione o per la manutenzione di strade, viadotti, ferrovie, viene impiegato come si deve? E con tutti questi soldi riusciamo ad avere strade e ponti sicuri?  In Italia solo negli ultimi 4 anni ci sono stati 7 morti e altrettanti feriti a causa di ponti e viadotti crollati. Ma come erano stati progettati, con quali materiali e chi doveva controllare? Insomma cosa non ha funzionato nella filiera delle responsabilità tra enti gestori, aziende costruttrici e stazioni appaltanti?

 PresaDiretta ha fatto un viaggio in giro per l’Italia delle opere pubbliche e delle infrastrutture. È stata sulla Salerno Reggio Calabria, l’autostrada di cui il New York Times ha scritto: “Niente incarna i fallimenti dello Stato italiano come la Salerno – Reggio Calabria”, inaugurata dopo 87 anni dall’inizio dei lavori, per capire come mai nel solo tratto calabrese siano state aperte 14 indagini dalle Procure. È stata in Liguria sui cantieri della Tav, Milano – Genova.

PresaDiretta ha raccolto le testimonianze di ministri delle Infrastrutture e dei Trasporti come Pietro Lunardi e Graziano Delrio. E poi quella dell’Anac, l’Autorità Nazionale Anticorruzione, sul nuovo Codice per gli Appalti.

E ancora, PresaDiretta è andata a vedere quanti soldi vengono sprecati per la poca efficienza o la scarsa preparazione dei tecnici e dei funzionari pubblici. Una ricerca internazionale pubblicata dall’American Economic Review, ha calcolato che la pubblica amministrazione spreca nella gestione degli appalti 30 miliardi di euro, l’87% per incompetenza, il 13% per fenomeni corruttivi.

 PresaDiretta è stata in Germania, dove ci sono scuole di alta specializzazione per i funzionari che dovranno maneggiare il denaro pubblico, dove c’è uno degli indici più bassi di corruzione d’Europa e chi sbaglia paga, dove c’è una normativa chiara e le gare sono trasparenti. E i ponti non crollano.

 Ma anche in Italia ci sono esempi positivi. A partire dal 2019 le opere pubbliche dovranno essere progettate e realizzate rispettando un sistema di digitalizzazione e modellazione edilizia grazie al quale tutti i dati rilevanti di ogni fase della costruzione saranno conservati e disponibili in formato digitale. Alcuni esempi virtuosi già ci sono. A Melzo, in provincia di Milano, c’è una scuola elementare costruita rispettando questo nuovo modello e i risultati si vedono: l’impresa privata ha guadagnato di più, l’amministrazione locale ha risparmiato e la collettività ha un’opera di qualità.

Sono sempre più urgenti gli investimenti necessari per formare funzionari pubblici davvero competenti, capaci di gestire una materia complessa e delicata come quella degli appalti.

A un anno e mezzo dall’approvazione del Nuovo Codice degli Appalti, mancano ancora i decreti attuativi. Il numero delle “stazioni appaltanti” e cioè dei soggetti che possono gestire l’appalto per un’opera pubblica, è ancora troppo alto e mancano gli strumenti per la formazione dei funzionari e del personale tecnico.

E intanto con questi ritardi il settore appalti invece di essere un volano per tutta l’economia del paese, arranca.

“APPALTI FUORI CONTROLLO”, è un racconto di Riccardo Iacona con Giuseppe Laganà, Luigi Mastropaolo, Massimiliano Torchia.