Auto blu con lampeggianti e meno divieti rispetto a quelli imposti dal codice della strada, limiti di velocità e semafori rossi compresi. È polemica in Emilia-Romagna sul fatto che da agosto del 2016 il presidente della Regione Stefano Bonaccini, ha ottenuto la classificazione di “agente di pubblica sicurezza” per gli autisti che si mettono alla guida delle auto blu sulle quali viaggia. A segnalarlo la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Silvia Piccinini che nei giorni scorsi ha presentato un accesso agli atti. “Alla faccia dei tanto sventolati privilegi a cui Bonaccini sostiene di aver rinunciato da quando è diventato presidente della Regione” commenta la consigliera. Che riprende una polemica risalente alla scorsa estate, quando Bonaccini pubblicò su Facebook una sua foto a bordo della sua Seat, scrivendo: “I consiglieri regionali M5s si chiedono chi paghi quando mi reco a qualche iniziativa di campagna elettorale. Ovviamente il carburante della mia Seat Ibiza è a mie spese, non certo della Regione, e visto che guido io se vogliono accompagnarmi e farmi da autista li faccio salire volentieri”.

La consigliera regionale, interpellata da ilfattoquotidiano.it, commenta: “Quella che Bonaccini si sposti con la sua Seat invece che con l’auto blu è una fake news in pieno stile Pd e che oggi finalmente siamo riusciti a smascherare. Altrimenti non si spiegherebbe il perché di questa richiesta, presentata per la prima volta a maggio del 2016, ovvero un anno e mezzo dopo l’inizio dell’attuale legislatura”. Ma dalla Regione la replica non si fa attendere: “Nel 2016 sono stati spesi 96mila euro per il servizio di noleggio con conducente, 7mila per il presidente Bonaccini. Compreso il servizio interno, la spesa è passata a 190mila euro dai 733mila nel 2011”. Per il sottosegretario alla presidenza Andrea Rossi quella della consigliera Piccinini è “propaganda elettorale che scade nel ridicolo”.

La classificazione richiesta e ottenuta dalla Regione dà diritto a esibire la paletta per dirigere il traffico e il lampeggiante blu sopra il tettuccio dell’auto mentre, come recita l’articolo 177 del Codice della strada, i conducenti “non sono tenuti a osservare gli obblighi, i divieti e le limitazioni relativi alla circolazione, le prescrizioni della segnaletica stradale e le norme di comportamento in genere, ad eccezione delle segnalazioni degli agenti del traffico”.

In effetti quella ottenuta dalla giunta regionale è una qualifica solitamente concessa agli autisti delle alte cariche dello Stato (come il presidente del Consiglio e i ministri) e dell’Unione Europea. “Per noi si tratta di un benefit da Prima Repubblica altro che governatore della sobrietà” commenta Silvia Piccinini, ricordando che Bonaccini “ha sempre sostenuto di muoversi, anche per motivi istituzionali, con la sua auto privata”. E aggiunge: “Oggi invece scopriamo che già a maggio del 2016 il suo capo di gabinetto aveva scritto al prefetto di Bologna per chiedere la dotazione di paletta e lampeggiante (concessa poi ad agosto) per il conducente delle vetture di servizio in uso al presidente della giunta, quindi auto blu che evidentemente Bonaccini utilizzava con una certa regolarità”. La richiesta è stata rinnovata anche poche settimane fa, in favore di due autisti della ditta Cosepuri (cooperativa che per la Regione gestisce proprio il servizio di auto blu) “dato che lo storico autista in forza a viale Aldo Moro – spiega la consigliera – è andato in pensione a inizio settembre del 2017. Si tratta di personale che di certo non può mettersi alla guida dell’auto privata del presidente ma solo delle auto blu regionali”.

A ribattere è il sottosegretario Rossi. “Il presidente della Regione – spiega – raggiunge il posto di lavoro con la sua auto personale, una Seat Ibiza, e come lui tutti gli assessori. La Regione aveva un proprio mezzo, ora destinato alla rottamazione, e per gli impegni istituzionali il presidente e i dieci assessori quando serve ricorrono a un servizio di noleggio con conducente, un utilizzo sul quale i numeri parlano chiaro”. Nel 2016 la spesa complessiva è stata di 96.307 euro, in calo rispetto ai 107.245 del 2015, primo anno della legislatura. “Di questi – continua Rossi – 96mila euro, 7.002,89 euro sono addebitabili agli impegni del presidente Bonaccini: il 7,27%”. Ma perché la giunta ha chiesto la classificazione di ‘agente di pubblica sicurezza’ per gli autisti? Che necessità c’era? “Quanto ai dispositivi di segnalazione – spiega il sottosegretario – abbiamo fatto richiesta, applicando la legge, anche per garantire la sicurezza in casi di pericolo stradale a un presidente, come Bonaccini, nei territori sette giorni su sette. Una scelta, però, adottata a titolo precauzionale, per strumenti quasi mai utilizzati. La consigliera è a conoscenza di abusi nel loro utilizzo? Se sì, li elenchi e faccia denuncia”.