Cinquaquattro deputate democratiche al Congresso Usa hanno chiesto che venga aperta una inchiesta a Capitol Hill sulle accuse di molestie sessuali riguardanti il presidente Donald Trump. Le esponenti dem e due deputati uomini hanno sottoscritto una lettera con la richiesta alla commissione Vigilanza alla Camera Usa, dopo che tre donne che avevano accusato il tycoon prima delle elezioni giovedì erano tornate a puntare il dito contro di lui. “Sono almeno 17 le donne che hanno pubblicamente accusato il presidente di comportamento improprio”, è scritto , “non possiamo ignorarle“. Il capo della Casa Bianca si è difeso su Twitter: dopo aver fallito con il Russiagate, i democratici ci provano con “le false accuse” di molestie sessuali.

Le democratiche presenteranno la loro richiesta in una conferenza stampa convocata per oggi a Capitol Hill. “In questa era del ‘me too‘ – si legge nella lettera, con un riferimento al movimento avviato dopo lo scandalo Weinstein – donne in tutta l’America raccontando le loro strazianti storie di molestie ed aggressioni sessuali. Membri del Congresso sono anche finiti sotto accusa, alcuni si sono dimessi per comportamenti sessuali impropri. Noi non possiamo ignorare che una moltitudine di donne si sono fatte avanti con accuse contro Trump”.

Le democratiche sottolineano come nell’ormai famigerato “Access Hollywood tape” lo stesso Trump “con le sue stesse parole fornisce un sostegno alle accuse”. “Il presidente si è vantato in pubblico e con un linguaggio estremamente volgare del fatto che crede di avere il diritto di comportarsi in questo modo con le donne”, hanno aggiunto ricordando che al momento della pubblicazione di quella registrazione audio del 2005 Trump, che era allora candidato alla Casa Bianca, si scusò per quelle parole, ma le minimizzò come “battute da spogliatoio“. Ora, stando a quanto rivelato dai media, il presidente – che ha sempre negato ogni accusa – ha messo in dubbio, parlando con i suoi alleati, l’autenticità di quella registrazione.

La risposta di Trump arriva con un tweet mattutino, in cui il presidente accusa i democratici di essere dietro al rilancio di accuse già mossegli durante la campagna elettorale. “Nonostante le migliaia di ore ed i molti milioni di dollari spesi, i democratici non sono in grado di mostrare alcuna collusione con la Russia – ha scritto il presidente sostenendo un presunto fallimento dell’inchiesta guidata dal procuratore speciale Robert Mueller – così ora si sono spostati sulle false accuse e le storie inventate da donne che io non conosco e non ho mai incontrato”.

Trump è poi partito all’attacco di Kirsten Gillibrand, la senatrice che è una della 54 democratiche che hanno firmato la lettera: in un tweet definisce la democratica, spesso indicata come possibile candidata alle prossime presidenziali, “un peso piuma ed una leccapiedi di Chuck Schumer“, capogruppo democratico al Senato, e afferma che “non molto tempo fa si presentava nel mio ufficio implorando contribuiti per la sua campagna”. “Ora è sul ring a combattere contro Trump”, ha aggiunto, ricordando anche la “slealtà nei confronti di Bill e Crooked”, riferendosi al fatto che Gillibrand, dopo lo scoppio dello scandalo Weinstein e l’avvio del movimento #Metoo, ha detto che negli anni 90 i democratici hanno sbagliato a sostenere Bill Clinton ai tempi del Sexgate. Gillibrand ha replicato subito su Twitter a Trump, affermando che il presidente non può con i suoi attacchi “zittire me e milioni di donne” che dicono che “ha portato la vergogna nello Studio Ovale”.

Lunedì tre delle donne che avevano accusato Trump di molestie sessuali prima della sua elezione sono tornate a parlare, ribadendo le loro accuse. Jessica Leeds, Samantha Holvey e Rachel Crooks hanno parlato con la giornalista Megyn Kelly in un’intervista per il programma della Nbc Megyn Kelly Today e poi hanno tenuto una conferenza stampa. Le tre donne avevano raccontato le loro storie prima delle elezioni americane dello scorso novembre, ma hanno deciso di rafforzare il loro messaggio chiedendo una indagine del Congresso sul comportamento di Trump in quanto ritengono che adesso il clima sia cambiato alla luce degli scandali sulle molestie sessuali che hanno travolto diversi settori, dall’intrattenimento al business fino alla politica. Il presidente “ha risposto direttamente affermando che le accuse sono false”, ha sottolineato la portavoce della Casa Bianca Sarah Sanders interpellata dai giornalisti, spiegando che da allora c’è stata una elezione in cui il popolo si è espresso.