Il centrodestra rischia di cigolare se parla di neofascismi? Berlusconi risponde che sulle questioni minori ci sono differenze, ma sui temi principali l’unità della coalizione non si discute. E così rilancia la flat tax, l’imposta uguale per tutti che vuole lui, ma vogliono anche la presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni e il segretario della Lega Nord Matteo Salvini. L’ex presidente del Consiglio l’aveva già lanciata nell’intervista a Fabio Fazio, a Che tempo che fa: una flat tax, aveva spiegato, per famiglie e imprese “con aliquote inferiori a quelle attuali per ridurre evasione ed elusione ed evasione fiscale e far entrare più soldi per il rilancio del lavoro e le politiche per i giovani”. E oggi riprende quel discorso in un videomessaggio nel quale l’obiettivo principale è il M5s: “Come nostri avversari ci sono il ribellismo, il pauperismo, il giustizialismo dei grillini; le loro ricette economiche che devasterebbero la nostra economia, massacrerebbero in particolare il ceto medio sotto i colpi di una tassazione insostenibile. Ci sono persone che non hanno mai lavorato, che non hanno mai amministrato neppure un condominio. L’87 per cento dei grillini prima di entrare in Parlamento non aveva mai neppure fatto una dichiarazione dei redditi. Dobbiamo fermarli”. A petto di questa descrizione dei Cinquestelle, Berlusconi rilancia invece la classe dirigente del centrodestra: “Noi rappresentiamo la concretezza, la serietà, l’etica del fare, la responsabilità dei risultati. Non siamo professionisti della politica, ma donne e uomini che hanno dimostrato nella vita di saper realizzare obbiettivi concreti”.

Il programma, quindi: “Farà ripartire l’Italia partendo da un taglio generalizzato delle tasse, dalla flat tax fissata ad un’aliquota conveniente per tutti, dall’abolizione delle tasse sulla prima casa, sulla prima auto, sulle donazioni e le successioni. Loro distruggerebbero l’Italia, il ceto medio in particolare, con un’ondata di nuove tasse, dalla patrimoniale alle tasse sulla casa e ad un’imposta di successione fino al 45 per cento”.

Sulla flat tax, di sicuro, non c’è invece intesa con Matteo Renzi. “Noi non facciamo flat tax o il reddito di cittadinanza – ha detto il segretario del Pd incontrando alcuni amministratori locali – ma diamo una mano a fine mese a chi lavora”.

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