Un rally di 1oo giorni. Dopo lo tsunami del 2013, il Movimento 5 stelle dà il via alla difficile campagna elettorale in vista delle politiche richiamandosi alla “corsa che non si fa in pista” come simbolo del viaggio che li aspetta. A lanciarla, con tanto di raccolta fondi, è stato naturalmente il candidato presidente del Consiglio Luigi Di Maio. Che per la prima settimana sarà in Lombardia per incontrare portavoce M5s, ma anche imprenditori e rappresentanti della società civile. Una scelta non casuale, ma che nasce dalla necessità di raccogliere consensi anche in zone dove storicamente il Movimento sfonda a fatica. La tabella di marcia delle prossime settimana sarà molto intensa e tra i primi nodi da risolvere c’è quello per la selezione delle candidature.

Il tour 5 stelle, quello che ambisce a replicare lo tsunami 2013, è naturalmente ancora in costruzione. Se da una parte il segretario Pd Matteo Renzi ha scelto il treno per girarsi l’Italia, dall’altra i grillini hanno deciso di richiamare il rally. “Oggi è lunedì 27 novembre e da oggi inizia ufficialmente la campagna elettorale per le elezioni politiche”, ha esordito il vicepresidente della Camera con un video sul blog di Grillo. “Per questa campagna non mi risparmierò. Penso che sia mio dovere incontrare il maggior numero di persone, ascoltare le loro esigenze e proporre le nostre soluzioni. So bene che in molti casi ci avvicineremo a persone che hanno una posizione critica nei nostri confronti; voglio parlare soprattutto con loro e confrontarmi. Perché vi assicuro che chi conosce il Movimento da vicino, poi cambia prospettiva e inizia a guardarci in maniera diversa. Per questo sarò in tutta Italia, parlerò con chiunque sia interessato ad ascoltare la proposta di un Movimento di governo che non pensa alle ideologie o alle poltrone, ma alla vita quotidiana dei cittadini e alla loro felicità”. Quindi ha spiegato come mai è stata scelta la metafora del rally: “Non sarà un semplice tour, sarà un rally. Il rally nell’automobilismo è una corsa che non si fa in pista, ma in strade pubbliche asfaltate o sterrate; si va avanti anche di notte, con le intemperie, tra la nebbia o mentre nevica e non c’è strada tortuosa che non si possa percorrere perché ogni secondo è prezioso. E il panorama è sempre stupendo. È il ritratto perfetto del viaggio che ci aspetta. Lo vivrò così, col piede sull’acceleratore per sfruttare al massimo questi cento giorni o poco più che ci separano dal giorno del voto. E ho bisogno di tutto il vostro sostegno come attivisti, simpatizzanti ed elettori del Movimento 5 Stelle”.

Di Maio si è quindi rivolto agli attivisti, sollecitando i contributi dal basso. Sia di supporto, ma anche economici. “Voi sarete i protagonisti come sempre, ognuno con il suo gruppo. Insieme a me ci sarà anche Alessandro Di Battista in pole position, assieme ai nostri portavoce di tutta Italia. Siamo una squadra formidabile. La campagna avrà dei costi che sosterremo grazie al contributo libero di tutti i cittadini che vorranno darci una mano. Vi ricordo che il Movimento 5 stelle ha rifiutato 42 milioni di finanziamenti pubblici e ha restituito milioni di euro derivanti dal taglio degli stipendi da parlamentari. Noi pensiamo che la politica la finanziano liberamente i cittadini”.