Quello della violenza sulle donne è un tema purtroppo sempre più attuale e ricorrente: l’Organizzazione Mondiale della Sanità lo definisce come un importante problema di salute e lo considera uno dei principali fattori di rischio di malattia e di morte prematura per donne e ragazze.

Ad oggi la violenza sulle donne è un fenomeno di difficile quantificazione, che include una varietà di comportamenti, la cui espressione più grave è il femminicidio, seguito da stupri, molestie, stalking, violenza fisica e psicologica, la maggior parte dei quali non viene denunciato perché si verifica in ambienti familiari, proprio quelli in cui la donna dovrebbe sentirsi più sicura e dove invece si trova  spesso ad affrontare solitudine e dolore.

L’Istat da lungo tempo è impegnato nella misurazione del fenomeno della violenza di genere e la prima indagine a riguardo è stata condotta nel 2006, con un’accurata stima delle donne che avevano subito violenza fisica, sessuale e psicologica per tipo di autore, gravità, luogo e conseguenze, seguita da una successiva nel 2014.

I risultati diffusi da quest’ultima ci mostrano che nel corso della propria vita, poco meno di 7 milioni di donne tra i 16 e i 70 anni, hanno subìto una violenza fisica o sessuale, dalle forme meno “gravi” come lo strattonamento o la molestia, a quelle più gravi come il tentativo di strangolamento o lo stupro. In più di 1 milione di casi si è trattato di stupro e tentato stupro, dove gli autori sono partner attuali o ex. I dati mostrano che più di una donna su tre è vittima della violenza del partner, ha riportato ferite, lividi, contusioni o altre lesioni; circa il 20% è stata ricoverata in ospedale a seguito delle ferite, e più di un quinto di coloro che sono state ricoverate ha avuto danni permanenti.

Per quanto riguarda le donne straniere, dichiarano di aver subito violenza fisica o sessuale in un numero quasi identico a quello delle donne italiane, ma a differenza di queste, ricorrono maggiormente alla denuncia (il 17,1% contro l’11,4% delle italiane) e di richiesta di aiuto presso i centri antiviolenza e i servizi (6,4% contro 3,2%); probabilmente perché le straniere hanno una rete di sostegno meno forte rispetto alle italiane e ciò necessariamente le spinge a cercare aiuto nei servizi.

L’indagine ha focalizzato l’attenzione su un altro aspetto specifico: le molestie e i ricatti sessuali in ambito lavorativo. Infatti, si stima che siano quasi 1 milione e mezzo le donne che nel corso della vita lavorativa hanno subito molestie o ricatti sessuali sul posto di lavoro, in particolare per ottenere un lavoro, per mantenerlo o per conseguire progressioni di carriera.

Non è assolutamente da sottovalutare l’impatto di queste violenze sulla salute delle donne che le subiscono. Numerosi studi sostengono che la vittima di violenze incorrerà in un problema di salute più spesso di un’altra donna che non abbia subito tali violenze. Le conseguenze possono essere immediate e dirette (una lesione, uno choc) o indirette, a medio o lungo termine, come una malattia cronica o una disabilità. Sul piano della salute mentale, una donna che ha subito violenza corre un rischio di depressione 5/6 volte più elevato di una donna che non l’ha subita; se è stata vittima di un’aggressione sessuale nell’ultimo anno, il rischio di un tentato suicidio è di 26 volte più elevato, ed è presente anche la probabilità di soffrire di disturbo post traumatico da stress. Si può verificare, inoltre, un’influenza negativa sulla sfera riproduttiva e sessuale della donna: avrà più spesso difficoltà a gestire contraccezione e scelte riproduttive, e potrà incorrere in gravidanze indesiderate o in aborti, e se incinta, potrà incorrere in maggiori rischi di patologia.

In occasione della Giornata Mondiale dedicata alla violenza sulle donne, l’Istituto di Sessuologia Clinica di Roma propone quattro giornate di consulenza telefonica, in cui i consulenti psicosessuologi offriranno uno spazio di sostegno e di ascolto alle donne che hanno vissuto difficoltà emotive, psicologiche e relazionali a causa di maltrattamenti, violenze e stalking. Per usufruire del servizio, anonimo e gratuito, si può telefonare al numero 06/85356211 nei giorni 27-28-29-30 novembre dalle ore 15,00 alle 19,00.

Ringrazio la dottoressa Vanessa Russo per la collaborazione