Inventava tumori e prometteva di curarli con gli ultrasuoni e “terapie miracolose” Alba Veronica Puddu, dottoressa di 48 anni di Tertenia, in provincia di Nuoro. L’operato della donna è stato smascherato con un servizio delle Iene, anche se la Asl di Lanusei ha precisato che la donna era già stata segnalata numerose volte negli ultimi due anni. L’ordine dei medici di Nuoro-Ogliastra ha acquisito le segnalazioni e convocato il consiglio disciplinare, mentre la Procura di Lanusei sta valutando se aprire un’inchiesta.

Silvio Schembri, inviato della trasmissione di Italia 1, è sceso in Sardegna con una telecamera nascosta per denunciare il comportamento della dottoressa. Fingendosi paziente, il giornalista si è visto diagnosticare due tumori da curare con gli ultrasuoni. La donna, guardia medica in vari paesi dell’Ogliastra, era anche titolare di uno studio privato a Tertenia, dove proponeva le sue cure miracolose. In un caso, la Puddu ha curato una vasculite con gli ultrasuoni e all’uomo è stata amputata la gamba. Tra le cure proposte anche rimedi speciali per guarire definitivamente dal diabete e la centrifuga del sangue che poi, immesso nuovamente nel paziente, poteva trattare diverse patologie. Mentre sulla chemioterapia si mostrava scettica: “Io non gliela consiglio la chemio – dice all’inviato – io sono contraria, perché se lei si risolve il problema del linfoma poi le viene un altro tumore”.

Il caso era stato segnalato alla Asl anche dal sindaco di Perdasdefogu Mariano Carta nel 2016, che aveva raccolto numerose denunce per le cure che avevano ricevuto dalla dottoressa: “I pazienti non erano così convinti dell’appropriatezza delle cure proposte e mi chiesero di parlare con la Asl”.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Bari, madre fa arrestare il figlio latitante. Poi in una lettera spiega: “Odiami pure, volevo salvarti la vita”

prev
Articolo Successivo

Padova, “bimba di 9 anni sposa di uomo di 35”. Ma è una fake news. Carabinieri: “Nessun riscontro di un caso del genere”

next