La linea sulle alleanze? Per Mdp è ormai tracciata. Al di là del futuro incontro con Piero Fassino, delegato da Matteo Renzi per provare a ricucire con i partiti del centrosinistra e soprattutto con gli ex dem di Mdp-Articolo Uno, con Sinistra Italiana e Possibile di Civati, è il coordinatore Roberto Speranza ad anticipare, di fatto, la chiusura al Pd, ai microfoni del Fatto.it. “Si possono fare tutti gli incontri che si vogliono. Ma il punto non è fare una trattativa segreta, è cambiare. E Renzi non è in grado di cambiare“, ha rivendicato, dopo aver incontrato l’europarlamentare laburista Julie Ward, molto vicina a Jeremy Corbyn.

Speranza ribadisce come Mdp stia ormai guardando altrove, “verso la costruzione di un progetto alternativo”, che vedrà la luce a dicembre. E ribadisce: “Renzi non vuole abiurare? Se il Pd è il Jobs Act, la Buona scuola, togliere la tassa sulla casa anche ai miliardari, è chiaro che un dialogo non è possibile”. E sull’incontro tra Fassino e Prodi, ha spiegato: “Grande rispetto per figure come il Professore, ma il Pd ormai va all’inseguimento del M5s sui costi della politica, di Berlusconi sul fisco e della Lega sui migranti. Non c’è spazio di dialogo senza cambiamenti”

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