Lo stabilimento Honeywell di Atessa chiuderà. La notizia ufficiale è stata comunicata mercoledì ai sindacati e al ministero dai vertici della multinazionale che produce turbocompressori per motori diesel. Questa fabbrica dà lavoro a 420 dipendenti in Val di Sangro, persone che ora rischiano di rimanere a casa. Di tutto l’impianto infatti sopravviverà solo un piccolo segmento della produzione abruzzese. L’azienda ha annunciato che il percorso di mobilità verrà attivato a partire dal 2 aprile 2018, quando scadrà la procedura di solidarietà in corso. La notizia era già nell’aria e a nulla sono valse le proteste dei dipendenti che ormai da due mesi sono in sciopero  e hanno attuato un presidio permanente dello stabilimento.

I sindacati hanno convocato un’assemblea e sulla questione si stanno mobilitando anche le forze politiche, mentre il ministro Carlo Calenda parla di una “decisione estremamente grave”. “Chiediamo un immediato intervento del Governo – ha dichiarato il segretario generale Fim-Cisl, Marco Bentivogli – e l’apertura di un tavolo di confronto presso il Ministero dello Sviluppo Economico: l’irresponsabilità e il mancato rispetto del sindacato e delle istituzioni italiane non può passare senza una forte reazione delle istituzioni italiane”.  “Dopo oltre due mesi di sciopero – spiega Bentivogli – durante i quali la direzione aziendale di Honeywell non ha avuto neanche la decenza di incontrare il sindacato e i lavoratori per comunicargli le proprie intenzioni questa mattina, all’indomani dell’incontro tra azienda e Ministero dello Sviluppo Economico, il nuovo amministratore delegato ha comunicato la chiusura dello stabilimento per il secondo trimestre 2018 del sito abruzzese. È un epilogo inaccettabile in un quadro in cui peraltro lo stabilimento aveva sempre raggiunto elevati standard di produttività e le istituzioni italiane avevano dimostrato disponibilità a sostenere con investimenti il rilancio produttivo del sito”.

Il ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda conferma di aver “rinnovato la disponibilità del governo a sostenere programmi di investimento in innovazione e ricerca per mantenere l’attività produttiva” ad Atessa, in Val di Sangro. Ma i vertici della multinazionale, spiega il ministero annunciando la convocazione di un tavolo, “hanno ritenuto di non accogliere la proposta avanzata dal ministro e hanno comunicato la decisione di cessare l’attività”. Per il titolare del Mise “si tratta di una decisione estremamente grave“. Per parte sua l’azienda ha diramato una nota: “Honeywell ha comunicato alle Istituzioni e alle Organizzazioni Sindacali l’intenzione di ristrutturare il proprio stabilimento Honeywell Garrett Italia s.r.l. di Atessa (Abruzzo), operativo nella produzione di turbocompressori, nel corso del secondo trimestre del 2018. L’azienda ha preso questa difficile decisione a seguito di un’approfondita analisi dello stabilimento, che da diversi anni si trova ad affrontare problemi di sovraccapacità e di competitività a causa del declino dei motori diesel e della crescente concorrenza internazionale. L’azienda sarà disponibile fin da subito ad avviare il dialogo con i rappresentanti dei lavoratori, per individuare le soluzioni migliori che possano minimizzare l’impatto su tutte le persone coinvolte”.

Intanto 28 parlamentari di Mdp hanno hanno firmato l‘interrogazione parlamentare presentata da Pierluigi Bersani al ministero dopo l’annuncio della chiusura dello stabilimento abruzzese per chiedere “un ripensamento della scelta” alla Honeywell: “Occorre operare un intervento del Governo e della Regione Abruzzo per portare la Honeywell ad una valutazione più responsabile della scelta annunciata e lavorare insieme ad una soluzione diversa che salvaguardi la presenza produttiva ed occupazionale di questa multinazionale in Abruzzo”.