Dopo vent’anni di carcere il serial killer Donato Bilancia ha ottenuto il primo permesso di uscire. Accompagnato da un’imponente scorta, ha visitato la tomba dei genitori nel cimitero di Nizza Monferrato, piccolo Comune dell’Astigiano. Bilancia è stato uno dei più feroci assassini d’Italia: tra il 1997 e il 1998 ha commesso 17 omicidi ed è stato condannato a 13 ergastoli da scontare nel penitenziario di Padova.

Bilancia terrorizzò la Liguria e il Basso Piemonte dove uccise 17 persone nell’arco di 6 mesi. Ladro e frequentatore di bische clandestine, dei suoi delitti è reo confesso. Se nel caso dei suoi primi omicidi sembrarono affacciarsi moventi specifici (come la vendetta o la rapina) per molti altri le vittime sembrano scelte
a caso, senza movente, senza alcuna pietà per vittime. Il suo nome è legato soprattutto all’assassinio una serie di donne (soprattutto prostitute) assassinate sui treni in Liguria. Arrestato nel 1998, è stato poi condannato nel 2000.

Questa volta è uscito dal carcere solo per poche ore ma, a vent’anni dall’arresto, Bilancia si batte per lasciarlo definitivamente. Prima ha tentato la via della revisione del processo poi, con i suoi legali, ha presentato un ricorso in Cassazione per chiedere che i suoi reati fossero giudicati con il rito abbreviato, una possibilità introdotta solo dopo la sua condanna. Il suo avvocato, sfruttando una sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo, ha sostenuto infatti il principio della lex mintior, cioè della legge più favorevole all’imputato anche se entrata in vigore quando il processo si è già concluso. Uno sconto di pena gli consentirebbe di usufruire dei benefici di legge e ottenere maggiori possibilità di uscire dal carcere. Il tentativo è stato respinto, ma i legali stanno valutando altre possibilità. Intanto, in carcere, Bilancia studia. Dopo essersi diplomato ragioniere, ora il pluriomicida si è iscritto all’università, nel corso di laurea in Progettazione e gestione del turismo culturale.

 

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