Arrestato con l’accusa di estorsione per aver costretto due dipendenti del suo albergo a firmare buste paga false e accettare stipendi inferiori. Fabrizio La Gaipa, uno dei candidati della lista M5s alle scorse regionali in Sicilia e primo dei non eletti ad Agrigento con 4357 voti, è finito ai domiciliari dopo essere stato fermato dalla squadra mobile di Agrigento. Dopo l’arresto del consigliere neo eletto Udc Cateno De Luca e dopo l’avviso di garanzia per Edy Tamajo, deputato regionale sostenitore del candidato di centrosinistra Micari, ora tocca ai 5 stelle dover fare i conti con i problemi con la giustizia di uno dei loro candidati che però, a differenza degli altri due, non è stato eletto. Nel primo pomeriggio è arrivato il provvedimento ufficiale dai probiviri del Movimento, che ha stabilito la sospensione. “Si è messo fuori da solo con quello che ho fatto”, ha commentato Luigi Di Maio che in questo momento è in viaggio negli Stati Uniti. “Noi abbiamo agito subito, a differenza degli altri. Il governo Musumeci si regge su un deputato che è stato arrestato”.

Imprenditore del settore alberghiero, 42 anni, La Gaipa è titolare dell’hotel Costa Azzurra Museum sul litorale agrigentino di San Leone, ma è anche giornalista ed è stato presidente del consorzio turistico Valle dei Templi, incarico che ha lasciato dopo aver annunciato la candidatura in Regione. Con lui risulta indagato anche il fratello Salvatore per il quale i magistrati hanno disposto il divieto di dimora in città. Secondo il procuratore Luigi Patronaggio, che coordina l’inchiesta con il pm Carlo Cinque, i due fratelli minacciavano i due dipendenti di licenziamento nel caso non avessero accettato uno stipendio inferiore a quello che risultava in busta paga. “I dipendenti, parti offese del reato”, ha dichiarato Patronaggio, “hanno offerto riscontri documentali ed audio alle loro dichiarazioni accusatorie nei confronti degli indagati. Il fenomeno delle ‘false buste paga’ è particolarmente diffuso nell’agrigentino e oggetto di particolare attenzione investigativa da parte dell’Ispettorato del Lavoro oltre che delle forze di polizia. Nei prossimi giorni ci sarà l’interrogatorio di garanzia da parte del gip Stefano Zammuto”.

La Gaipa era l’unico candidato del capoluogo nel collegio di Agrigento per le elezioni regionali dove è arrivato terzo con 4357 voti, risultando il primo dei non eletti. “Sono un imprenditore turistico di seconda generazione, con un passato da giornalista e scrittore”, si presentava durante la campagna elettorale sulla piattaforma Rousseau del M5s. La Gaipa nelle scorse settimane ha fatto anche un comizio alla presenza degli esponenti nazionali del Movimento Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista e naturalmente del candidato grillino alla presidenza siciliana Giancarlo Cancelleri. “Nutro una passione profonda, consolidata nel nostro territorio, per l’arte antica”, continuava nel video di presentazione in rete. “Recentemente mi sono impegnato in iniziative culturali innovative legate all’archeologia come l’apertura ad Agrigento dell’Hotel Costazzurra Museum Spa, primo archeo-hotel del mondo, eventi culinari legati alle tradizioni gastronomiche dell’antichità e persino la riscoperta di trattamenti e rituali estetici del passato quali il massaggio con lo strigile”. Secondo alcune indiscrezioni, La Gaipa, dopo la sconfitta delle regionali, si stava preparando alla candidatura delle Politiche sempre con il Movimento 5 stelle.

Nessun commento ancora dai 5 stelle, mentre arrivano gli attacchi dagli avversari politici. “Un certo La Gaipa”, ha scritto su Twitter il deputato di Forza Italia Renato Brunetta, “uno dei candidati del Movimento 5 Stelle alle scorse regionali, è stato arrestato dalla squadra mobile di Agrigento con l’accusa di estorsione. Com’era la storia degli impresentabili? Che dicono Di Maio, Di Battista e Cancelleri? Onestà-tà-tà-tà-tà-tà”. Così anche la presidente di Fdi Giorgia Meloni: “Nelle liste siciliane è successo che purtroppo ci sono state delle persone che obiettivamente non erano candidabili e non erano da candidare. Il punto è che è molto difficile per i partiti politici avere la certezza di tutti i candidati che mettono nelle loro liste. E’ successo che molti di quelli che si vantavano di essere i più presentabili in realtà alla fine erano i più impresentabili. È il caso del M5s e di una campagna elettorale fatta tutta cercando di gettare fango sui propri avversari”.