Tiziano Renzi e Laura Bovoli, genitori di Matteo Renzi, sono indagati dalla procura di Firenze per il fallimento di una cooperativa. A scriverlo è La Verità. L’inchiesta, partita da un’indagine della magistratura di Cuneo per il crac di un’altra società, riguarda la chiusura della Delivery Service Italia, avvenuta nel 2015. Secondo gli inquirenti, in realtà, a gestire gli affari della coop fallita era la Eventi 6, società di proprietà delle donne della famiglia Renzi (la madre Laura e le figlie Matilde e Benedetta) e ha come presidente e rappresentante legale proprio la mamma del segretario del Partito Democratico. Con Tiziano e Laura Renzi è indagato, aggiunge il giornale diretto da Maurizio Belpietro, anche Roberto Bargilli, consigliere delegato della Eventi 6 oltre che ex autista del camper di Renzi alle primarie. L’iscrizione nel registro degli indagati, secondo quanto si legge nell’articolo di Giacomo Amadori, è stata secretata dalla procura di Firenze e risalirebbe al 6 ottobre scorso, quando personale della guardia di finanza andò a Rignano sull’Arno anche per acquisire documenti della Eventi 6.

Durante la visita delle Fiamme Gialle, sempre secondo quanto riportato da La Verità, gli inquirenti hanno chiesto spiegazioni al padre dell’ex premier anche in merito a una fattura da 130mila euro pagata a Tiziano Renzi da una società riconducibile all’imprenditore Luigi Dagostino. Quest’ultimo è un nome ricorrente quando si parla di Tiziano Renzi: come ricostruito dal Fatto Quotidiano nel 2015, i due hanno incontrato i sindaci di Sanremo e Fasano (Br) nelle riunione propedeutiche alla realizzazione di altrettanti centri commerciali sulla scia del grande successo del The Mall di Kering a Leccio Reggello, a due passi da Rignano sull’Arno. Ultimamente, poi, Dagostino e altri suoi soci sono stati iscritti nel registro degli indagati dalla Procura di Firenze per reati fiscali. In tal senso, a sentire La Verità Dagostino ha ammesso davanti ai pm di aver realizzato fatture false e ha pagato all’erario circa tre milioni di euro per garantirsi il cosiddetto ravvedimento operoso. L’indagine, tuttavia, è andata avanti.

E si è arrivati proprio alla fattura da 130mila euro pagata dal general contractor di origini pugliesi al padre del segretario del Pd, nella fattispecie alla Eventi 6 di sua moglie Laura Bovoli. E qui ritornano in ballo gli outlet, perché secondo l’articolo di Amadori, Tiziano Renzi ha detto che quella somma era il corrispettivo per un evento da lui realizzato nel mall di Leccio Reggello. Non solo. Secondo la versione del quotidiano di Belpietro, inoltre, il babbo dell’ex Rottamatore ha anche chiesto agli inquirenti di non coinvolgere nella vicenda la moglie Laura Bovoli. Una richiesta a cui i finanzieri hanno risposto picche: la Bovoli, del resto, è la presidente nonché rappresentante della società. Anche per questo dal 6 ottobre è iscritta nel registro degli indagati. Insieme al marito che la voleva proteggere. Nel pomeriggio è arrivata la nota ufficiale di Federico Bagattini, avvocato difensore dei coniugi Renzi: “Spiace dover deludere le attese, ma il presunto scoop odierno de La Verità richiama una notizia già uscita oltre un mese fa. Non abbiamo ricevuto alcun avviso di garanzia ma la sola richiesta di informazioni e documenti in merito al fallimento di una terza società che i signori Renzi hanno già presentato“.