“Giudicate voi se è normale il comportamento della Procura nei confronti di De Luca, valutate voi se è da Paese civile. Poi vi lamentate se vi danno le testate. Cercate di operare nell’interesse dei cittadini”. A dirlo ai giornalisti che lo intervistavano è stato l’avvocato Carlo Taormina, difensore di Cateno De Luca, il deputato dell’Assemblea regionale siciliana ai domiciliari per evasione fiscale. Taormina era appena uscito dal tribunale di Messina dove De Luca si era sottoposto all’interrogatorio di garanzia. Le parole di Taormina hanno provocato la protesta dell’Ordine dei giornalisti e del sindacato regionale di categoria. “Una frase infelice e fuori luogo – la definisce il presidente dell’Odg della Sicilia Giulio Francese – che non si capisce perché tiri in ballo l’episodio della testata inferta a un giornalista a Ostia”. Un episodio che, osserva l’Assostampa Siciliana “dimostra, una volta di più, come l’esercizio sereno e obiettivo della professione di giornalisti non sia gradito a certi personaggi, evidentemente abituati a ragionare come soggetti ‘di parte’ e quindi poco avvezzi ad un ruolo ‘terzo’ come deve essere quello del cronista”. “Al di là di tutto, però – aggiunge il sindacato regionale dei giornalisti siciliani – la violenza e l’acrimonia delle affermazioni di Taormina non possono passare inosservate; in una terra come la Sicilia, dove i giornalisti sono per definizione più esposti al rischio di intimidazioni, aggressioni e minacce, parole del genere suonano quasi come un ‘invito’ a prendersela con chi ha il dovere di informare i cittadini”.

Quanto al merito del processo, secondo Taormina “su De Luca non abbiamo linee difensive ma d’attacco”. L’avvocato aggiunge che lui e il suo cliente sono “sistematicamente vittime di alcune operazioni che un giorno sveleremo, indicando i soggetti che vi stanno dietro, però abbiamo trovato un magistrato molto attento che conosceva molto bene gli atti e forse ha capito l’ennesima operazione complottistica nei confronti di De Luca. Abbiamo fatto la richiesta di revoca dei domiciliari e abbiamo presentato quintali di documenti accanto a quelli che erano stati già presentati nel corso della lunga indagine. A due giorni dall’elezione, è normale che uno venga arrestato? Può accadere in Uganda, ma in Italia no”.

De Luca, in ogni caso, non si è risparmiato neanche oggi pubblicando un altro video dal suo profilo facebook. “Tra 48 ore – dice – sapremo se riacquisterò la totale libertà o dovrò continuare a stare agli arresti domiciliari. Il professore Carlo Taormina mi ha imposto l’assoluto silenzio per le prossime 48 ore. Quindi non farò altri post e non potrò ovviamente rispondere alle centinaia di telefonate e messaggi che mi pervengono. Vi chiedo scusa anche per questo”.