Solo i professori di Geografia potranno effettivamente insegnarla. Il Tar del Lazio ha dato ragione ai docenti della materia che avevano presentato ricorso per l’annullamento di un decreto direttoriale del 6 maggio 2016 che consentiva negli istituti tecnici e professionali di insegnarla anche ai docenti di italiano e scienze, specializzati quindi in altre discipline. Una novità introdotta con la riforma delle classi di concorso attuata con la Buona scuola di Matteo Renzi.

Bloccato il decreto, ora il Miur dovrà tenere conto del parere dei giudici oppure, in alternativa, ricorrere al Consiglio di stato. Soddisfatto il coordinamento nazionale Sos Geografia. Dopo i tagli alle risorse che si sono tradotti in un ridimensionamento della materia, questa volta è riuscito a mettere un paletto. Non è un caso se sul sito del movimento campeggiano le gaffes geografiche di leader di partito ed eurodeputati. E quelli a cui si sono (giustamente) drizzati i capelli quando nella casa del Grande Fratello Vip, l’influencer Giulia De Lellis ha detto che la capitale dell’Africa è l’Egitto, è bene che sappiano che nel corso di un’indagine fatta dal portale “libreriamo.it” su 2.500 italiani tra i 18 e i 65 anni, uno su tre ha sparato altrettante grosse corbellerie. Così la capitale austriaca è diventata Berlino, la Mole Antonelliana si è spostata a Firenze e Zagabria è ora una città della Romania.

IL DECRETO INVISO AI GEOGRAFI – Tornando al decreto direttoriale Miur 414/2016, questo aveva individuato la confluenza anche delle classi di concorso A050 e A012 (docenti di Scienze e di Italiano) per quanto riguarda la Geografia negli istituti tecnici e la Geografia generale ed economica negli istituti tecnici e in quelli professionali. Secondo il coordinamento nazionale Sos Geografia si trattava di una vera e propria atipicità perché consentiva di insegnare la materia “pur in assenza di requisiti e abilitazione” e discriminava ancora una volta la materia, tra le più bistrattate nel corso degli anni dai vari tagli delle risorse. Il ricorso contro le cattedre atipiche promosso da Riccardo Canesi e Silvia Rita Viola, membri del coordinamento nazionale Sos Geografia è stato presentato dall’avvocato Nicola Da Settimo Passetti, per conto di oltre un centinaio di docenti di Geografia che hanno dichiarato guerra alla novità introdotta dalla riforma Gelmini.

UNA MATERIA BISTRATTATA – Una riforma, ma non l’unica, che ha ridimensionato non poco la materia. Risale infatti al 2010 l’appello lanciato dall’Associazione italiana insegnanti di geografia con l’obiettivo di salvare la disciplina dai tagli. Un appello vano. Di fatto lo studio della materia è stato ridotto, quando non completamente eliminato, da quasi tutti gli indirizzi degli istituti tecnici e professionali in cui una volta si studiava la geografia economica piuttosto che turistica. Non solo: nei licei italiani, al biennio, la disciplina è stata persino accorpata alla storia. Ne è nata una nuova materia, la geostoria. L’utilizzo di un unico insegnante per Storia e Geografia non è una novità, ma una volta i docenti era abilitati al doppio compito. Al taglio delle ore, invece, da un anno e mezzo si era aggiunto anche l’affidamento dell’insegnamento a docenti non abilitati. Così alcuni professori si sono rivolti al Tar.