Il Garante per l’Infanzia in Toscana non s’ha da fare. Manca da due anni e così la Regione è stata commissariata (con il Molise). Ma la maggioranza di centrosinistra continua a non individuare una figura da far approvare al consiglio regionale. L’ultima fumata nera nelle settimane scorse quando le opposizioni hanno accusato il Pd di “proporre due invotabili per sistemare beghe interne al partito”. Si tratta, spiegano i Cinquestelle, di un tabaccaio (sic) e di un ex consigliere della Fondazione Spettacolo, una onlus della Regione per valorizzare lo spettacolo dal vivo. Unico punto in comune tra i due: sono iscritti in circoli Pd a Massa.

Dopo la fine del mandato di Grazia Sestini, in Toscana la politica regionale si stava orientando a sostituire la figura del Garante per l’infanzia con un organo collegiale, ma alla fine non è successo. Nel frattempo però il posto è vacante da due anni. Eppure il ruolo dell’organismo di garanzia ha compiti fondamentali: tra questi, per esempio, verificare le attività dei servizi sociali per tutelare l’infanzia e l’adolescenza e accogliere le segnalazioni per comunicarle all’autorità giudiziaria. Una figura di cui sul territorio si avverte una particolarmente necessità dopo l’annosa vicenda del Forteto, la comunità di recupero nel Mugello diventata famosa per le violenze sui minori, ma anche per le croniche criticità nei tribunali per gli affidamenti (si calcola che siano 500 i minori distribuiti nelle varie strutture).

Così in commissione Affari costituzionali del consiglio regionale il Pd – con il presidente Giacomo Bugliani e il capogruppo Leonardo Marras – ha proposto due nomi capogruppo Pd in Regione ha proposto i suoi candidati: il “coadiutore di una tabaccheria” (cioè lavora nel negozio ma non è il titolare) e una ex consigliera della Fondazione Toscana per lo spettacolo. Candidature che le opposizioni hanno respinto finora, ottenendo un rinvio al 31 ottobre. “C’è bisogno di figure competenti” dice Gabriele Bianchi del M5s, vicepresidente della Commissione. “Il tema è delicatissimo e non si possono nominare personaggi incompetenti solo per spartirsi le poltrone e calmare gli animi e le correnti all’interno del Pd massese dopo la fuoriuscita di Mdp e i continui litigi interni“. Bugliani replica: “Chi ha espresso questi giudizi nei confronti dei possibili nominati si assumerà la responsabilità di quel che ha detto davanti a loro, io non entro nel merito della valutazione. La legge regionale 5 del 2008 permette ai gruppi politici di proporre le proprie candidature fino al giorno prima della seduta. I 5 stelle non hanno presentato nessuno, tuttavia mentre stavamo iniziando Bianchi mi ha chiesto se poteva avere del tempo per presentare una candidatura e per questo è stato concesso un rinvio. Come presidente sono stato anche molto accondiscendente, perché questo rinvio non era certo un atto dovuto”. Secondo i Cinquestelle, in realtà, la loro candidatura non è stata presentata per negligenza, ma perché “avevamo scelto di promuovere i cittadini che si erano candidati con il bando pubblico”. In 5 si sono candidati dopo aver visto il bando pubblico due anni fa. Ma nessuno dei nomi è stato scelto per essere discusso in consiglio.