Ansia, caduta dell’autostima, incapacità di motivarsi, fino ad arrivare alle forme depressive e allo scoraggiamento di chi mette i remi in barca e non ha più l’energia per darsi una possibilità. È in questa spirale che rischia di cadere chi perde il lavoro, soprattutto chi resta senza occupazione per molto tempo. Per offrire un aiuto concreto ai disoccupati di lunga data a Bologna, a maggio dello scorso anno, è nato Pad, Progetto assistenza disoccupazione: per un anno un’équipe mista di psicologi, antropologi e accademici ha seguito attraverso colloqui individuali e di gruppo venti persone (dieci uomini e dieci donne, tra i 37 e i 60 anni) offrendo gratuitamente sostegno psicologico. Obiettivo, aiutare chi ha perso il lavoro e lo cerca invano da più di dodici mesi a “riattivarsi” e a progettare il proprio futuro: una condizione che in Italia accomuna 1,701 milioni di persone (dati Istat aggiornati a giugno 2017); a Bologna i disoccupati di lungo periodo sono 23mila. “L’assenza del lavoro non è più un caso accidentale nella vita di una persona ma un’eventualità sempre più incombente ed ansiogena, un fenomeno sociale”, ha spiegato Anna Russo, psicologa e coordinatrice dell’esperimento pilota che ha coinvolto Auser, Nidil (il sindacato Cgil che si occupa dei lavoratori in somministrazione e atipici), gli psicologi e psicoterapeuti dell’associazione “Includendo” e alcuni ricercatori dell’Università di Bologna. “Ci siamo resi conto che negli studi privati o negli sportelli di ascolto pubblici cominciavano ad affluire persone che non avevano problemi di tipo psichiatrico ma che a causa di questa nuova dimensione manifestavano sintomi di disagio psicologico”. “Dai questionari che abbiamo somministrato al gruppo è emerso che quindici persone su venti presentavano disturbi dell’umore, apatia, mancanza di autostima o di competenza sociale”, precisa dopo un anno di ricerca Michele Piattella, psicologo del lavoro. “In cinque casi risultava compromessa la resilienza, la capacità di reattività e di adattamento alla nuova condizione di stress, mentre la disoccupazione peggiora il clima familiare nella metà dei casi”. Sebbene i dati non abbiano valenza statistica “possiamo ipotizzare che più si allungano i tempi di disoccupazione, più pesantemente l’assenza di lavoro si ripercuote sull’individuo e nei rapporti con gli altri”

Sostieni ilfattoquotidiano.it ABBIAMO BISOGNO
DEL TUO AIUTO.

Per noi gli unici padroni sono i lettori.
Ma chi ci segue deve contribuire, se vuole continuare ad avere un'informazione di qualità. Diventa anche tu Sostenitore. CLICCA QUI
Grazie Peter Gomez

Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Sciopero dei trasporti venerdì 27 ottobre: a rischio bus e metropolitane, Trenitalia garantisce la regolarità delle Frecce

next
Articolo Successivo

Lavoro, Istat: “6 giovani disoccupati su 10 non sono disposti a trasferirsi. 4 su 10 trovano posto grazie a raccomandazioni”

next