Più della metà provengono dalle regioni del Sud, partono spesso con la famiglia e per la loro nuova vita scelgono l’Europa. E sono soprattutto giovani quelli che se ne vanno: oltre il 39% delle 124mila italiani che sono emigrati nel 2016 ha tra i 18 e i 34 anni (oltre 9mila in più rispetto all’anno precedente, +23,3%). Un quarto è nella fascia tra i 35 e i 49 anni (quasi +3.500 in un anno, +12,5%) e il 9,7% ha tra 50 e 64 anni. Questi ultimi sono i “disoccupati senza speranza”, rimasti senza lavoro. A rilevarlo è il Rapporto Italiani nel Mondo 2017 di Migrantes: secondo i dati delle iscrizioni all’Aire (Anagrafe degli italiani residenti all’estero) al primo gennaio 2017 sono 4.973.942 gli italiani all’estero (ovvero l’8,2% degli oltre 60,5 milioni di residenti nel nostro Paese alla stessa data). Più della metà di loro provengono da regioni del Sud. E nel 2006 erano poco più di 3 milioni.

Espatri in aumento – Nel 2016 ben 124.076 persone sono espatriate, in aumento del 15,4% rispetto al 2015. Il 55,5% (68.909) sono maschi e dal 2006, la mobilità italiana è aumentata del 60,1%. Le partenze non sono individuali ma di “famiglia”, intendendo sia il nucleo familiare più ristretto, ovvero quello che comprende i minori (oltre il 20%, di cui il 12,9% ha meno di 10 anni) sia la famiglia “allargata”, quella cioè in cui i genitori – ormai oltre la soglia dei 65 anni – diventano “accompagnatori e sostenitori” del progetto migratorio dei figli (il 5,2% del totale). Le donne sono meno numerose in tutte le classi di età ad esclusione di quella degli over 85 anni (358 donne rispetto a 222 uomini): si tratta soprattutto di vedove che rispondono alla speranza di vita più lunga delle donne in generale rispetto agli uomini. Aumentano i single, scendono i coniugati. In crescita anche gli italiani nati all’estero: dai circa 1,7 milioni del 2014 ai quasi 2 milioni del 2017.

Regno Unito e Germania in testa alle destinazioni – Il continente prioritariamente scelto da chi ha spostato la sua residenza fuori dell’Italia nel corso del 2016 è stato quello europeo, seguito dall’America Settentrionale. Rispetto allo scorso anno, quando la Germania era stata la meta preferita, quest’anno il Regno Unito registra un primato assoluto tra tutte le destinazioni, ed è il Paese che ha visto aumentare le iscrizioni all’Aire (+27.602 nell’ultimo anno). Tra i paesi preferiti, seguono Germania, Svizzera, Francia, Brasile e Usa. La Lombardia, con quasi 23 mila partenze, si conferma la prima regione per partenze, seguita dal Veneto (11.611), dalla Sicilia (11.501), dal Lazio (11.114) e dal Piemonte (9.022). C’è però una regione che presenta un dato negativo, ed è il Friuli Venezia Giulia, da cui nell’ultimo anno sono partite 300 persone in meno (-7,3%).