Il governatore Rosario Crocetta è fuori dalle elezioni regionali del 5 novembre. Il Tar di Palermo ha respinto i due ricorsi del presidente e del comitato di Fabrizio Micari, l’aspirante governatore sostenuto dal Pd e da Angelino Alfano, che chiedevano di annullare l’esclusione della lista “Micari Arcipelago” a Messina, stabilita dall’ufficio elettorale circoscrizionale. Ieri anche il Tar di Catania aveva respinto il ricorso. “Faremo ricorso al Cga. Non ho ancora letto le motivazioni certo, l’inclusione della lista sarebbe stata d’aiuto ma sono sicuro che raggiungeremo lo stesso un buon risultato perché noi intercettiamo il voto d’opinione”, ha detto Micari. Il Cga è l’organo che in Sicilia ha le funzioni di un tribunale amministrativo di secondo grado.

Se anche dal Cga dovesse arrivare un pollice verso Crocetta non tornerebbe all’Assemblea regionale siciliana, visto che si era candidato solo nel collegio della città sullo Stretto. E pensare che per sostenere la candidatura del rettore di Palermo, il governatore si è “sacrificato” due volte in poche settimane. Prima ha ritirato la sua ricandidatura a governatore della Sicilia, accordandosi col Pd per sostenere Micari. Poi ha accettato di non presentare la lista del suo movimento, il Megafono, trasferendo i suoi candidati nella lista dello stesso rettore, Arcipelago, che rischiava di scomparire. “Correrò da capolista a Palermo, Catania e Messina”, aveva annunciato Crocetta. E invece alla fine il suo nome era stato inserito solo nella lista di Messina. La stessa che a causa di un ritardo è attualmente esclusa dal voto del 5 novembre.

“Rispetto la legge e le sentenze, dura lex sed lex: mi farò una ragione di questa esclusione, risparmierò i soldi della campagna elettorale. Ero candidato nell’interesse della coalizione, se qualcuno ha sbagliato se ne assumerà la responsabilità”, ha commentato il governatore, lanciando un messaggio al suo partito.” Sono stato leale con il Pd – ha detto -e la coalizione di centrosinistra, ho accettato i sacrifici che mi sono stati chiesti. Mi auguro che il mio partito dimostri nei miei confronti la stessa lealtà in futuro”.

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