In poche settimane si è “sacrificato” due volte. Prima ha ritirato la sua ricandidatura a governatore della Sicilia, accordandosi col Pd per sostenere Fabrizio Micari. Poi ha accettato di non presentare la lista del suo movimento, il Megafono, trasferendo i suoi candidati nella lista dello stesso rettore, Arcipelago, che rischiava di scomparire. Adesso, invece, è lui che rischia la scomparsa. Rosario Crocetta potrebbe tornare ad essere un privato cittadino a partire dal prossimo 6 novembre. Il governatore della Sicilia, infatti, si era candidato come capolista a Messina della formazione civica che sosteneva il candidato del Pd e di Angelino Alfano.

In quella provincia, però, la lista Micari è stata esclusa dall’ufficio elettorale circoscrizionale per un ritardo nella presentazione della documentazione. Il rappresentante della lista aveva presentato una documentazione incompleta perché alcune carte necessarie per l’iscrizione della lista erano rimaste in auto ed erano arrivate agli uffici elettorali una decina di minuti dopo le ore 16. Un duro colpo per Crocetta, che si aggiunge alla mancata presentazione della lista Micari a Siracusa, dove all’improvviso alcuni candidati si sono defilati in massa, mentre quella del Pd è stata regolarmente depositata.

Immediato il ricorso di Crocetta, ma il rischio che il governatore finisca fuori dalla scena politica è alto. “Prima delle 16 il nostro delegato era in Tribunale per depositare regolarmente la lista. Mi dicono che nella fretta avessero sbagliato cartella e che uno dei delegati si sia recato in auto per recuperare il resto dei documenti. Quando alle 17 è stato depositato tutto, poiché il nostro delegato era al 13° posto, c’era tutta la documentazione. Sinceramente escludere una lista per qualche minuto di confusione, ci sembra veramente un po’ troppo. Spero che il Tribunale amministrativo possa riammettere la lista per garantire il libero giuoco democratico“, dice il presidente. Che sulla vicenda di Siracusa ipotizza un complotto: “Vogliamo capire se ci sono state pressioni per determinare la fuga di persone che ci avevano assicurato il loro impegno e che invece all’ultimo si sono tirate indietro, qualcuno forse temeva la nostra presenza a Siracusa”.

Intanto nel dibattito politico siciliano si inserisce anche l’Anpi. Nel mirino dell’associazione dei partigiani finisce Casa Pound: il movimento di estrema destra, infatti, ha presentato a sorpresa un suo candidato alla presidenza della Regione, Pierluigi Reale, e re liste provinciali. Per l’Anpi con la presenza di Casa Pound “vengono infranti e vilipesi i principi basilari della Costituzione italiana, che sanciscono i valori di libertà, democrazia, rispetto dei diritti umani e pari dignità sociale per tutti”.