In Senato rischia di venire affossata la legge sul whistleblowing che serve a tutelare chi, come lui, denuncia il malaffare. Ma Andrea Franzoso, il disobbediente che svelò i furti di Ferrovie Nord Milano e le “spese pazze” dell’allora suo presidente Norberto Achille, rilancia la sua battaglia. E invita a seguire il suo esempio, nel giorno della presentazione del suo libro (“Il disobbediente”, edito da Paper First) proprio a Palazzo Madama, alla presenza del presidente Piero Grasso, del capo dell’Anac Raffaele Cantone e dei giornalisti Milena Gabanelli e Marco Lillo.

“È paradossale che chi vuole denunciare il malaffare debba sentirsi un disobbediente”, ha spiegato Franzoso.  “Quando denunciai lo scandalo, inizialmente speravo che passasse la piena mediatica e che potessi tornare alla mia vita normale. Ma poi ho capito, tramite tanti messaggi e chi mi ha supportato, che la mia storia andava raccontata. Non era più mia, poteva essere utile ad altri”. Franzoso, dopo la denuncia, ha pagato però un prezzo salato. Non solo l’isolamento, anche la perdita del lavoro: “C’è da pagare un prezzo, ma la mia scelta è stata razionale. Quando ho dovuto decidere se salvare la mia coscienza o la mia carriera, dubbi non ne ho avuti. Mi ha permesso di restare libero”, ha rivendicato. E ancora:  “L’Italia è malata di rassegnazione, si pensa che nulla cambi. Per questo c’è bisogno invece di scelte di campo nette. Tornando indietro, denunciare era l’unica scelta possibile”. “Sicuramente ho sofferto l’isolamento, mi è dispiaciuto l’opportunismo di molto. Comprendo la paura di taluni, molti mi sono stati vicini di nascosto. Forse il mio libro vuole dare coraggio anche a loro”.

Per Franzoso qualcosa sta però cambiando: “Sento che c’è un cambio di paradigma culturale. Sta cambiando la cultura, ci sono sempre più casi simili, come nel caso di Philip Laroma Jezzi, che ha denunciato lo scandalo dei concorsi universitari truccati”, ha aggiunto Franzoso. Serve però una legge per tutelare chi vuole denunciare il malaffare: “Non è vero che favorisce i delatori, le spie. Auspico che venga approvata al più presto. Il rischio che si voglia affossare tutto in Senato è concreto, ho paura di questo. Ma spero che martedì possa essere approvata a Palazzo Madama”, ha rivendicato Franzoso ai microfoni de Ilfattoquotidiano.it.

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