È fin troppo facile, in casi come questo, associarsi all’orrore per la morte di una bambina di poco più di un anno azzannata da due pitbull e alto è il rischio di fare dello sciacallaggio utilizzando un evento orrendo per promuovere la propria visione; pertanto mi sarei astenuto volentieri, ma, un po’ perché sono stato invitato a scriverne e soprattutto perché stimolato dalle dichiarazioni di Lorenzo Croce, presidente dell’Associazione italiana difesa animali e ambiente (Aidaa), mi coglie di parlare dell’argomento.

Tralascio il cordoglio, la descrizione dell’orrore e tutte le altre manifestazioni che troveranno ampio spazio sulle trasmissioni più trash, dove si sollecitano gli istinti, e mi porto subito al punto che mi ha sconcertato: il presidente dell’associazione che ho menzionato ha dichiarato “non possiamo non rilevare l’inutile crudeltà dell’aver voluto abbattere i cani che in fondo hanno fatto solo ed esclusivamente quanto è nella loro natura” e “speriamo che siano accertate con severità le responsabilità umane in questa tragedia e una volta accertate siano punite con rigore“.

Sembrandomi le due dichiarazioni sconcertanti, e peraltro un boomerang per un’associazione animalista, non ho dato immediato credito alla fonte e sono andato a verificare meglio, in  particolare sulla pagina Facebook del presidente dell’associazione, dove ho trovato rilanciata esattamente la stessa fonte, senza smentite. Pertanto, sì, l’Aidaa, per bocca del suo presidente, afferma che sbranare i bambini è nella natura di alcuni cani e, pur consapevole di questo, chiede rigorose punizioni per gli umani. Nel caso particolare, credo si riferisca al nonno della bambina, che potrebbe essere indagato per omessa custodia.

Mi piacciono gli animali, tutti (no, la zanzara tigre mi da un po’ fastidio e anche ratti e scarafaggi non mi entusiasmano). Sono consapevole che alcuni di essi sono pericolosi, alcuni molto pericolosi; non per questo vorrei sopprimerli, ma metterli nelle condizioni di non nuocere agli umani e vivere tranquillamente, loro e i bambini.

Perché questo accada, credo che occorra eliminare gli estremismi, uno dei quali è la difesa a oltranza dell’animale pericoloso da inserire libero in un contesto umano, quale quella dell’Aidaa nel caso specifico. Nel 2004 era stata varata una legge che imponeva ai possessori di cani di razze pericolose (17) una serie di regole tra le quali per esempio, quella di farli circolare con museruola e al guinzaglio. Tale legge fu abolita sotto la pressione sdegnata degli animalisti ai quali sta a cuore la salute fisica e psichica degli animali ma non tanto quella degli umani (che a ben guardare sarebbero animali anche loro). Al contrario, proprio una legge che tranquillizzasse sarebbe stata utile alla causa degli animalisti più convinti: se mi dai evidenza che sai distinguere tra animali tranquilli e bestie feroci in giro per la città e che vuoi mettere queste ultime in condizioni di non nuocere, sarò assai più disponibile ad ascoltare serenamente le tue tesi animaliste.

È vero, l’obbligo di museruola e guinzaglio non avrebbe salvato la bambina di Brescia, dato che l’obbligatorietà era prevista solo nei luoghi pubblici, ma altre misure contenute nella legge del 2004 avrebbero potuto prevenire la diffusione e, anche peggio, la selezione voluta delle razze più aggressive.

L’atteggiamento dell’Aidaa in questa vicenda mi pare equivalente, in quanto a posizione estremistica, a quella di coloro che vorrebbero costringere alla museruola anche i bassotti i quali, si, possono mordere ma con esiti assai meno ferali. L’aggravante per l’Aidaa è però l’ammissione della pericolosità che non si vuole contenere e il fatto che una museruola a un barboncino fa assai meno danno di un pitbull senza, come purtroppo dimostrano le cronache con una certa ricorrenza.

Quanto alla richiesta di pene severe per gli umani coinvolti, ferma restando la necessità di punire la trascuratezza di chi deve sorvegliare un minore, credo che un nonno (che tra l’altro ha cercato di  sottrarre la bambina ai cani rimanendo ferito) davanti al quale viene sbranata la nipote, provi un dolore così violento da eclissare qualsiasi altra punizione un animalista fanatico possa desiderare, ammesso che sia ragionevole rivolgere in un caso come questo l’attenzione prima di tutto alla punizione degli umani.

Che io stia con i bambini e non con i cani aggressivi è scontato, ma devo dire che tra cani aggressivi e certi animalisti…