Due palazzi di Milano sono rimasti senz’acqua dal pomeriggio di venerdì dopo che le analisi dell’Asl hanno rilevato tracce di Legionella Pneumophila nell’impianto idrico condominiale. Lo comunica il comune, specificando che “la Croce rossa e la Protezione civile – si legge nella nota – si sono attivate prontamente per la distribuzione di bottiglie d’acqua e di taniche per il rifornimento domestico”. La presenza di legionella è stata rilevata in uno stabile di case popolari in via Rizzoli: la rete idrica dal 2003 è gestita da Metropolitana Milanese (Mm). “Indubbiamente questa situazione, della quale Mm non ha comunicato i tempi di risoluzione nemmeno indicativi, crea un forte disagio per le 160 famiglie che abitano i due edifici”, denuncia Riccardo De Corato, capogruppo di Fratelli d’Italia-An in Consiglio Regionale della Lombardia.

“Sarebbe bene che Metropolitana Milanese e Asl di Milano chiarissero subito, anche per la tranquillità dei cittadini, l’espansione del fenomeno e il grado di possibilità con il quale potrebbe succedere anche in altri suoi edifici – continua l’ex vicesindaco di Milano – in quanti dei 28mila alloggi del Comune e di Aler che Mm gestisce si è verificata o potrebbe verificarsi una situazione analoga?” “Mm ha immediatamente avviato la procedura prevista dal protocollo regionale per la disinfezione e bonifica dell’impianto, in modo da evitare potenziali problemi per la salute delle persone”, spiega Palazzo Marino.

“In attesa che la situazione torni velocemente alla normalità – prosegue la nota del comune – per evitare potenziali rischi si è vietato l’uso dell’acqua per ogni utilizzo (cucinare, bere o lavarsi) anche se, come noto, il rischio è relativo all’uso di acqua calda sanitaria“. E “una volta bonificato e sanificato l’intero impianto dell’edificio, verranno effettuate nuove analisi per garantire l’idoneità dello stesso”.

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