È stato indagando sul potente clan Mallardo che gli uomini del Gico si sono imbattuti in una ipotizzata storia di corruzione che, secondo la Dda di Napoli, lega a doppio filo l’ex sindaco di Giugliano (Napoli) Giovanni Pianese a Benito Benedini, già presidente della Fondazione Fiera Milano ed ex presidente del Sole 24 Ore (indagato a Milano per false comunicazioni sociali,ndr). Cuore dell’inchiesta l’approvazione del piano di lottizzazione di un’area del Comune di Giugliano, nella zona Lago Patria, denominata ‘ex terre di Ferlaino’ oggetto di un progetto presentato dalla società progetto Grano spa, di fatto gestita da Benedini che anni fa rilevò l’Italgrani degli imprenditori Ambrosio dopo il crack.

Le Fiamme gialle hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo nei Pianese, in passato anche consigliere regionale della Campania e dell’imprenditore milanese di 250mila euro. Il sequestro del denaro è stato disposto dal gip. “È stato ricostruito – si legge in una nota – il procedimento amministrativo volto a realizzare questa lottizzazione, sono state individuate le aziende interessate ed identificati i soggetti dell’amministrazione comunale di Giugliano che seguivano, formalmente o di fatto, distruzione della procedura. È stato appurato che per realizzare la lottizzazione la società progetto grano fa aveva presentato un documento di scoping ed una proposta di piano speculazione. Benedini, che era il gestore di fatto di tale società, seguiva l’andamento dell’istruttore ed era in contatto, direttamente attraverso i propri tecnici, con l’amministrazione di Giugliano“.

Gli inquirenti hanno registrato contatti tra Benedini e Pianese ed è stata intercettata una conversazione nell’hotel Vesuvio di Napoli proprio tra i due. “Nel corso di questo incontro – chiariscono gli inquirenti – Benedini aveva avanzato promessa a Pianisi all’epoca sindaco del Comune di Giugliano di corrispondergli denaro, e successivamente effettivamente gli dava una somma pari a 250mila euro, espressamente definiti “non rintracciabili”, affinché questi seguisse la procedura amministrativa, monitorandone l’andamento e non frapponendo ostacoli, per consentire la costruzione di alloggi al Lago Patria come da progetto (documento di scoping e proposta di piano) della società Progetto Grano Spa”. Secondo gli investigatori “Pianese assicurava a Benedini diverse attività: sollecitava una richiesta di accelerazione da parte dello stesso Benedini al Comune di Giugliano per l’approvazione del piano, assicurava l’approvazione della delibera definitiva del piano, assicurava il suo ausilio ai tecnici di Benedini per la predisposizione delle controdeduzioni da assoggettare a delibera di giunta comunale, assicurava infine il monitoraggio della procedura sulle infrastrutture. Nel colloquio Benedini specificava esplicitamente di aver messo a disposizione del sindaco 250mila euro contanti non tracciabili”.

L’imprenditore, secondo quanto riporta Tiscali.it, dice al politico “Ho risolto il problema, che la riguarda. Siccome ho fatto un affare ultimamente di cui una parte ho ancora, contanti che non sono rintracciabili… proprio… allora io posso disporli a chi vuole lei, come fossero i suoi. 250 mila di cui lei ne può fare… naturalmente con la dovuta cautela…”. Pianese dice: “Va bene, è chiaro”. Benedini: “Conti su questo, ok perfetto. Oltrettutto sono tranquillissimi. Arrivano, poi lei…”.

Community - Condividi gli articoli ed ottieni crediti
Articolo Precedente

Bologna, corte d’Assise d’appello assolve infermiera Daniela Poggiali: “Fatto non sussiste”

next
Articolo Successivo

Appalti G8, pm Roma chiede 10 condanne per la cricca e prescrizione per Bertolaso

next