Il 5 giugno Arabia Saudita, Bahrain ed Emirati Arabi Uniti – cui si sono poi aggiunti per solidarietà Egitto, Giordania, Yemen e Nigeria – hanno adottato una serie di misure contro il Qatar. Una di queste prevede che entro il 19 giugno tutti i cittadini delle tre monarchie del Golfo debbano lasciare il Qatar (con sanzioni minacciate verso chi non si adeguerà) e viceversa. Chi in Arabia Saudita, Bahrain ed Emirati oserà criticare questa misura o prendere posizione in favore del Qatar, soprattutto sui social media, avrà problemi con la giustiziaIl procuratore generale degli Emirati ha infatti annunciato che chi “esprimerà simpatia” per il Qatar rischierà fino a 15 anni di carcere; il ministro dell’Interno del Bahrain ha minacciato cinque anni di carcere, mentre la stampa saudita ha fatto riferimento all’applicazione della legge sui reati informatici.

Lo scambio forzato di popolazioni potrebbe riguardare decine di migliaia di persone. Risultato possibile: istruzione e impiego a rischio, ma soprattutto famiglie divise. Nei paesi del Golfo c’è sempre stata grande mobilità e i “matrimoni misti” sono numerosissimi, anche se non ci sono praticamente casi di doppia cittadinanza acquisita a seguito di matrimonio. Già la sera del 5 giugno a un cittadino qatariota che viveva negli Emirati da 10 anni con la sua famiglia non è stato permesso di rientrare a Dubai. Perderà il lavoro, ma non solo. Sua moglie ha la cittadinanza emiratina e di conseguenza non potrà entrare in Qatar. I figli sono a loro volta cittadini del Qatar (in tutti questi paesi i figli acquisiscono automaticamente la cittadinanza del padre) e dovranno lasciare gli Emirati.

Un cittadino dell’Arabia Saudita che vive in Qatar è sposato con una donna di nazionalità qatariota, ma la madre è ricoverata in gravi condizioni in un ospedale saudita e non sa che fare: se va a trovare la madre rischia di non poter tornare dalla moglie e dai figli. Se rimane in Qatar, teme di non poter dare un ultimo saluto alla madre che, il 19 giugno, potrebbe essere già morta. E quel giorno, la famiglia sarà comunque destinata a separarsi. Molti studenti del Qatar rischiano poi di non poter continuare gli studi in Bahrain e negli Emirati. Un corso è stato già cancellato il 5 giugno.

In altre parole, come ha detto una qatariota da poco sposata con un cittadino del Bahrain e che rischia di dover rinunciare alla vita familiare, “Ma questi, quando decidono le loro cose, ci pensano alla gente?”. Risposta elementare: no.