Potrebbe essere stata una leggerezza da parte del personale medico dell’ospedale Giovanni XXIII a provocare la morte della piccola Vittoria, la bambina di 14 mesi deceduta per le complicanze provocate dalla Sindrome emolitico uremico (Seu), una infezione da batterio escherichia coli. Secondo alcune indiscrezioni, infatti, la piccola era stata già portata in ospedale dai suoi genitori preoccupati per aver trovato tracce di sangue nelle sue feci. Il personale medico però ha deciso per le sue dimissioni. Dopo due giorni, Vittoria è tornata in ospedale stavolta per restarci due settimane prima della morte per infezione da Seu. I genitori di Vittoria, evidentemente ritenendo che per la loro piccola non sia stato fatto abbastanza, hanno depositato una denuncia. La Procura di Bari quindi ha aperto un’inchiesta ipotizzando il reato di omicidio colposo a carico di ignoti.

A distanza di poche ore in ospedale è arrivato un altro bambino, sempre di Altamura, colpito dalla stessa infezione della piccola Vittoria. Lui però è stato più fortunato e ora sta bene. In un primo momento gli inquirenti hanno creduto che vi fosse un collegamento tra i due casi di Seu. In particolare hanno ipotizzato che entrambi i pazienti avessero mangiato gelato artigianale con residui di latte non pastorizzato, che appunto avrebbe causato l’infezione. I risultati dei campioni sul gelato conservato in frigorifero dalla famiglia di Altamura e acquistato da una gelateria del comune murgiano hanno però dato esito negativo: nessuna traccia del batterio, che avrebbe provocato la Seu nei due bambini altamurani, è stata trovata nei campioni prelevati dai tecnici della Asl e dai carabinieri del Nas di Bari. Si riparte da zero – quindi – con una ipotesi in più: forse la piccola poteva essere salvata. Se quel sangue nelle feci non fosse stato sottovalutato dal personale medico, forse Vittoria sarebbe stata curata per tempo. Tutte ipotesi queste che saranno smentite o confermate dagli inquirenti. Intanto lunedì il pm Grazia Errede – titolare dell’inchiesta – conferirà l’incarico per l’autopsia e per tutti gli accertamenti irripetibili a Francesco Introna, medico legale del Policlinico di Bari.

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