“Considerando il clima di violenzaintimidazione che sta subendo chiunque si avvicini ai cancelli dell’azienda, vista l’impossibilità di garantire ai nostri lavoratori, clienti, ospiti e collaboratori le condizioni minime di sicurezza, la direzione ha assunto la decisione di interrompere ogni produzione e chiudere lo stabilimento a partire dal 30 maggio, sino a quando non sarà ripristinata una situazione di piena normalità rispetto allo svolgersi delle attività aziendali”. Con queste parole, diffuse attraverso un comunicato stampa, la Composad di Viadana (Mantova), azienda del gruppo Saviola che produce mobili in kit anche per Ikea, ha comunicato lo scorso 30 maggio la sospensione delle attività fino a data da destinarsi.

Il “clima di violenza” di cui parla l’azienda sarebbe stato creato dai 271 soci-lavoratori, quasi tutti stranieri, della Cooperativa Viadana Facchini impiegati nella produzione della Composad attraverso un appalto in associazione temporanea di impresa con un’altra cooperativa, la Clo di Milano. Per tutti e 271 la Viadana Facchini, che lavora quasi esclusivamente per Composad, ha avviato lo scorso 14 maggio la procedura di licenziamento collettivo per la cessazione delle attività svolte nelle unità produttive di Viadana. Le proteste davanti ai cancelli della Composad ci sono, ma Cisl e Adl Cobas, le due sigle sindacali che rappresentano il maggior numero degli addetti, smentiscono quanto sostenuto dall’azienda: “Il presidio – spiega Stefano Re di Adl Cobas – si è svolto in assoluta tranquillità”. La sospensione delle attività è ancora in atto, ma la situazione sembra essersi sbloccata dopo che martedì 30 maggio i lavoratori con le famiglie hanno sfilato in corteo per le vie della cittadina contro i licenziamenti. E non sono mancati momenti di tensione quando il gruppo ha cercato di passare sotto la sede del gruppo Mauro Saviola, di cui fa parte Composad, ed è stato bloccato dalla Polizia in tenuta antisommossa.

A manifestazione ancora in corso Legacoop, Cgil, che rappresenta 85 dei lavoratori coinvolti, e la Cooperativa Clo hanno convocato un tavolo di concertazione. Un tavolo abbandonato quasi subito da Adl Cobas e Cisl di fronte a una proposta che non garantiva, a detta dei Cobas, la piena occupazione per tutti i 271 lavoratori licenziati. “Per noi – sostiene Re – rimane fondamentale rispettare l’accordo firmato in Prefettura lo scorso 26 marzo 2016 da tutti i soggetti interessati alla vicenda, nel quale si garantiva la piena occupazione per 24 mesi”. Cgil, Legacoop e Clo nella tarda serata di mercoledì 31 maggio hanno raggiunto un accordo per l’assunzione di 200 lavoratori della Viadana Facchini su 271, anziché i 180 prospettati in prima battuta: “Di questi, 150 saranno assunti da lunedì a tempo indeterminato, mentre 50 a tempo determinato per 30 giorni, scaduti i quali – spiega Attilio Dadda, coordinatore dipartimento multiservizi di Legacoop Lombardia – passeranno a tempo indeterminato e full time nel pieno rispetto del Ccnl”. I lavoratori saranno contattati e avranno tempo fino alla mezzanotte di domenica per accettare ed entrare nella Cooperativa 3L, creata in questi giorni per fare associazione di impresa temporanea con Clo sostituendo di fatto la Viadana Facchini, uscita dall’Ati e in liquidazione. I 71 addetti rimasti che non rientreranno nel nuovo piano di assunzioni e coloro che, volontariamente, non aderiranno, potranno beneficiare degli ammortizzatori sociali previsti in caso di licenziamento collettivo.

Dal canto suo Composad ha garantito – “nonostante gli ingentissimi danni che questa situazione ci ha creato”, scrive in una nota – una proroga del contratto d’appalto con Clo, che rimane capofila, e 3Elle. “Cgil – spiega il segretario provinciale Daniele Soffiati – ha agito con senso di responsabilità e non arroccandosi su posizioni ideologiche. Quello raggiunto è il migliore accordo possibile, vista la situazione. Speriamo ora non vi siano problemi di ordine pubblico”.

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