Il gip di Palermo ha accolto la richiesta dei sostituti procuratori di Palermo Maurizio Agnello, Sergio Demontis e Luca Battinieri e ha archiviato le posizioni di 45 deputati ed ex capigruppo all’Ars coinvolti nell’inchiesta sulle cosiddette spese pazze all’Assemblea regionale siciliane nella precedente legislatura (dal 2008 al 2012). I deputati hanno dichiarato di aver speso i soldi dei gruppi parlamentari per finalità politiche e istituzionali. In alcuni casi non è stato dimostrato, ma non è stato riscontrato dolo. Nel 2014 l’inchiesta aveva fatto emergere spese – come gioielli, regali di nozze e auto – per un totale di 10 milioni di euro.

Escono dall’inchiesta l’attuale presidente dell’Assemblea Giovanni Ardizzone, l’ex presidente della Regione Raffaele Lombardo e l’assessore regionale all’Agricoltura Antonello Cracolici. Archiviate anche le posizioni di Roberto Ammatuna, Pino Apprendi, Giovanni Barbagallo, Marcello Bartolotta, Vincenzo Barbaro, Francesco Cascio, Giuseppe Cipriani, Salvatore Coppolino, Roberto De Benedictis, Antonino Di Guardo, Gregorio Diliberto, Cinzia Di Pasquale, Giuseppe Di Giacomo, Anna Drago, Fausto Fagone, Davide Faraone, Giuseppe Federico, Massimo Ferrara, Giuseppe Galvagno, Luigi Gentile, Baldassare Gucciardi, Sergio Iraci, Giuseppe Laccoto, Giuseppe Lupo, Elena Mancuso, Vincenzo Marinello, Ignazio Marinese, Bernardo Mattarella, Vito Messana, Margherita Messina, Riccardo Minardo, Camillo Oddo, Vincenzo Oliva, Giovanni Panepinto, Salvino Pantuso, Raimondo Sciascia, Giuseppe Spampinato, Calogero Speziale, Giuseppe Sulsenti, Salvatore Termine, Gaspare Vitrano. Altre 18 posizioni erano state archiviate nel mese scorso. Nel luglio del 2015 era stato chiesto il rinvio a giudizio per 13 deputati.

Il Fatto di Domani - Ogni sera il punto della giornata con le notizie più importanti pubblicate sul Fatto.

ISCRIVITI

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Padova, le accuse al direttore del carcere e il rischio di una caccia alle streghe

next
Articolo Successivo

Consip, Marco Lillo presenta “Di padre in figlio”: “Infastidito da silenzi e attacchi dei media. Ma era nostro dovere pubblicare”

next