Migliaia di messaggi Twitter provenienti da fonti non verificabili o palesemente schierate hanno diffuso, e continuano a farlo, in una sola settimana altrettante informazioni false o manipolate, le cosiddette fake news, allo scopo di influenzare la campagna presidenziale francese. Una ricerca della Oxford University dal titolo Junk News and Bots during the French Presidential Election: What Are French Voters Sharing Over Twitter? ha preso in esame un totale di 842mila tweet che contenevano almeno uno degli hashtag più popolari riguardo al voto transalpino nel periodo compreso tra il 13 e il 19 marzo. Di questi, ha poi selezionato 8.876 messaggi che rimandavano a un link web come fonte del contenuto condiviso. Il risultato è che, a fronte di un 60% di messaggi (5.477) riferiti a mezzi d’informazione dall’attendibilità riconosciuta o a canali politici, circa il 20% (1.718) proviene da fonti considerate non professionali, mentre un altro 15% (1.359) è stato diffuso da altri canali non classificabili come “politici” o “d’informazione”.

Concentrandosi sulle ultime due categorie, i ricercatori hanno appurato che 879 messaggi utilizzano come fonte delle piattaforme social, 725 si affidano a informazioni diffuse da cittadini comuni, 480 si appoggiano ad altre fonti non politicizzate. Ma ciò che maggiormente attira l’attenzione dei ricercatori di Oxford è che 366 di questi messaggi possono essere classificati come “junk” o “fake” news, ossia che “includono varie forme di propaganda e ideologie estreme, smaccatamente di parte o informazioni e news politiche cospirative. Molti di questi contenuti producono deliberatamente informazioni false, con l’obiettivo di convincere il lettore dei valori o dell’immoralità di persone, associazioni o organizzazioni politiche”. Altri 214 messaggi sono invece diffusi da “fonti d’informazione politica legate alla Russia”, mentre in numero minore compaiono messaggi con link che rimandano a Wikileaks, ritenuto diffusore di informazioni non verificabili, a fonti legate a centri religiosi o a siti satirici.

Nelle conclusioni, gli studiosi britannici sostengono che i francesi che utilizzano Twitter tendono a diffondere un maggior numero di junk news a tema politico rispetto ai loro vicini tedeschi, ma senza raggiungere le percentuali degli Stati Uniti dove, alla vigilia del voto presidenziale, in alcuni Stati come il Michigan si è toccato anche il rapporto di 1 a 1 tra fake news e notizie attendibili. Ma ciò che ha più colpito i ricercatori, nonostante i francesi si affidino più dei tedeschi a un’informazione politica di qualità, è il più alto numero di fake news e di prodotti manipolati che circolano sui profili social transalpini.

A studiare i contenuti dei messaggi dalla scarsa affidabilità ci ha pensato Bakamo Social, un centro studi privato ungherese che si occupa proprio di analizzare i trend sui social network. La ricerca non si limita al flusso di cinguettii Twitter, ma allarga lo sguardo alle altre piattaforme più famose e a i blog e forum francesi più frequentati, monitorati nel periodo che va dal 1 novembre 2016 al 4 aprile. Un totale di oltre 8 milioni di messaggi che rimandano a circa 800 siti diversi. Secondo questo studio, il 24% dei post analizzati rimanda a fonti che “contestano la tradizionale narrazione dei media”. Tra questi troviamo portali che richiamano all’identità nazionale francese, no-global, anti-Islam, anti-imperialista, pro-Islam, dagli intenti dichiaratamente rivoluzionari, ma anche siti complottisti o che diffondono una versione distorta della realtà.

Analizzando nello specifico i messaggi che richiamano a fonti non tradizionali che diffondono notizie false o cospiratorie, vediamo come il candidato più supportato sia di gran lunga la leader del Front National, Marine Le Pen. La candidata nazionalista e anti-immigrati riceve un “forte supporto” ed è in cima alle preferenze dei siti che richiamano all’identità nazionale francese, a quelli anti-Islam, no global, che diffondono teorie complottiste e anti sistema.

Tra i messaggi definiti “non tradizionali”, il centro studi ha analizzato anche quelli influenzati o veicolati da media o fonti straniere. Di questi, circa la metà portano a canali russi, soprattutto quelli che richiamano all’identità nazionale francese, quelli complottisti e quelli anti-Islam. Gli stessi che spingono per l’elezione di Marine Le Pen. I media che fanno capo a Mosca e sono maggiormente presenti nel panorama francese sono Russia Today France e Sputnik News France.

Se si studiano i numeri di follower dei profili Twitter dei due media russi, si nota che questi non superano i 120mila, numero molto limitato rispetto ai milioni di follower dei più importanti media francesi. Ciò che deve essere tenuto in considerazione, secondo una ricerca svolta da Medium, è però l’incredibile attività di diffusione svolta dai follower di questi profili: in media, chi segue i media tradizionali condivide 1,5 contenuti al giorno, quota che, invece, si alza fino a 5 nel caso degli utenti legati a Russia Today o Sputnik. Inoltre, un terzo dei 102 mila follower dei due canali legati a Mosca non fornisce la sua reale identità, ma svolge il compito di influencer, con una media di oltre 100 condivisioni al giorno, con punte anche di oltre 700.

Questo gran flusso di contenuti, come detto, ha però spesso scarsa attendibilità. Un esempio che ha come protagonista proprio Sputnik News risale a pochi mesi fa. Tra febbraio e marzo, la testata ha pubblicato cinque articoli in cui si sosteneva che la tv all-news francese Bfmtv avesse dedicato al candidato Emmanuel Macron l’equivalente dei minuti destinati in totale a Fillon, Mélenchon, Le Pen e Hamon. Notizia smentita dall’Autorità che norma i media francesi, Csa. Stessa cosa quando la Commission des Sondages ha dichiarato non rappresentativa la notizia pubblicata da Sputnik secondo cui tutti i sondaggi vedevano in vantaggio Fillon. Molti istituti di analisi riportavano il contrario. In quel caso è emerso che i dati diffusi provenivano dal centro di analisi Brand Analytics, con base a Mosca.

Twitter: @GianniRosini

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