Il governo canadese del premier Justin Trudeau giovedì 13 aprile presenterà un disegno di legge che porterà alla legalizzazione della cannabis per uso ricreativo per i soli adulti. Nel Paese è già permesso dal 2001 l’uso della marijuana con finalità curative. Il Canada diventerà così, dopo l’Uruguay del presidente Mujica, il secondo Stato al mondo a fare questa scelta. Nel Paese sudamericano è possibile la coltivazione personale, collettiva o di acquisto in farmacia, dove il prezzo è fissato dallo Stato. Fumare marijuana è permesso in tutti i luoghi nei quali è consentito fumare sigarette, ma con alcune limitazioni. A verificare l’attuazione della legge e concedere le autorizzazioni per coltivazioni a uso collettivo è un ente pubblico fondato appositamente da Mujica, ideatore e uno dei massimi sostenitori del provvedimento. Per quanto riguarda il Canada, dallo scorso agosto è inoltre consentito coltivare in casa dagli stessi pazienti la cannabis per uso terapeutico, ma “in quantità limitata”. Secondo i media locali l’utilizzo a scopo ricreativo della cannabis potrebbe avvenire a partire dal giorno della festa nazionale canadese, il primo luglio 2018.

La legalizzazione della marijuana era una delle promesse della campagna elettorale del Partito Liberale di Trudeau, primo ministro dal 4 novembre 2015, che nel 2013 aveva riconosciuto di averla fumata cinque o sei volte, compreso quando era già deputato del parlamento canadese. Il tema dell’uso della cannabis ha riguardato, tra gli altri, anche gli Stati Uniti, dove l’8 novembre scorso con un referendum avvenuto nel giorno delle presidenziali Usa, California, Nevada, Maine e Massachusetts hanno stabilito di liberalizzarla per scopi ricreativi, mentre Florida, Arkansas, Montana e North Dakota solo per finalità mediche.

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