Ritorna l’ora legale in Italia: nella notte tra sabato 25 e domenica 26 marzo le lancette dell’orologio andranno spostate avanti di un’ora (alle 2 del mattino, che quindi diventeranno le 3). Perderemo quindi un’ora di sonno.

Le principali vittime della “notte corta”, secondo il neurologo Luigi Ferini Strambi, direttore del Centro di medicina del sonno dell’Irccs San Raffaele Turro di Milano, sono i cosiddetti gufi, la persone che hanno già un ritmo del sonno ritardato. Con un’ora in meno per dormire, i loro risvegli potrebbero non essere proprio piacevoli e per 3 o 4 giorni potrebbero avere una maggiore sonnolenza al mattino, essere più facilmente irritabili, e provare un po’ più di spossatezza.

Più difficile sarà invece per gli insonni, che hanno già difficoltà a cadere nelle braccia di Morfeo. Qualche fastidio in più lo proveranno anche le persone abituate a orari fissi per pasti e sonno, come i bimbi e gli anziani, che avvertono di più il cambiamento.

L’unica fetta di popolazione che non avrà particolari problemi è invece rappresentata dalle “allodole“, meno del 10% di italiani abituati ad andare sotto le lenzuola presto alla sera e a svegliarsi di buon’ora.

Ma lo specialista rassicura: “Si tratterà di uno scombussolamento contenuto. In fondo è come affrontare un minimo cambiamento del fuso”.

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