Si era autodenunciato di ritorno dalla Svizzera, dove aveva aveva accompagnato Dj Fabo a morire in una clinica per suicidio assistito. Ora l’esponente radicale Marco Cappato, tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni, è indagato per aiuto o istigazione al suicidio. “Mi assumo ogni responsabilità, per quello che ho fatto, per aver aiutato Fabo a ottenere l’assistenza medica alla morte volontaria”, ha spiegato durante un sit-in di fronte alla Camera per chiedere tempi certi sulla legge sul testamento biologico, nuovamente slittata in Aula. Si tratta del quarto rinvio: doveva essere discussa il 6, ora dovrebbe arrivare – il condizionale è d’obbligo – il 13 marzo. Cappato però rilancia la sua battaglia sui temi del fine vita, tanto da spiegare di essere pronto a dare un nuovo supporto a chi oggi è costretto a uscire dal nostro Paese per scegliere di smettere di soffrire: “Confermo che ci sarà aiuto anche per altre due persone che hanno già ottenuto il via libera per recarsi in Svizzera“. “Tutti devono avere l’opportunità che oggi hanno avuto soltanto degli eroi, con almeno una buona legge sul testamento biologico. Se si va avanti con i rinvii, non si otterrà nemmeno questo prima della fine della legislatura”.

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