“Sì, sono candidato alla presidenza della Repubblica”. L’annuncio di Manuel Valls, primo ministro socialista, è arrivato da Evry, città alla periferia di Parigi di cui è stato sindaco per oltre dieci anni: “E’ arrivato il momento – ha annunciato il premier – di andare più in là nel mio impegno. Il senso dello Stato mi fa ritenere che non posso essere più primo ministro”. “Voglio, in piena libertà – ha continuato – proporre ai francesi un cambiamento, con la mia candidatura, per dare altri 5 anni alla sinistra”. “Mi dicono che la sinistra non ha alcuna speranza, ma nulla è scritto – il messaggio alla gauche – che non si unirà mai, che l’estrema destra è qualificata automaticamente, ma nulla è scritto. Che Fillon è già il prossimo presidente della Repubblica, ma nulla è scritto. Le nostre vite valgono più dei pronostici”.

“Tutti dovranno fare uno sforzo, io per primo. Bisognerà essere degni, superarsi. La mia candidatura è quella della conciliazione, della riconciliazione“, ha spiegato ancora Valls nel suo discorso, annunciando di voler naturalmente passare per le primarie di gennaio, “uno strumento straordinario per creare l’unità”. “Sono indignato nel profondo di me stesso – ha proseguito il premier socialista – all’idea che la sinistra sia fuori da queste presidenziali, e voglio che questa rivolta diventi nostra”. “Voglio una Francia indipendente, inflessibile sui suoi valori – ha proseguito – di fronte alla Cina di Xi Jinping, alla Russia di Vladimir Putin, all’America di Donald Trump, alla Turchia di Erdogan”.

Dopo il rifiuto di François Hollande, che ha annunciato di non volere correre per una seconda volta all’Eliseo “per il bene della Francia, Valls ha espresso tutta la sua “emozione”, il suo “affetto”, rendendo omaggio alla decisione del presidente di non ricandidarsi: “E’ la decisione di un uomo di Stato, che pone l’interesse generale al di sopra di tutto”.

La decisione di Valls, che arriva dopo la vittoria alle primarie del centrodestra di François Fillon, comporterà con ogni probabilità le sue dimissioni dalla carica di premier. Tra i nomi che circolano come possibili successori alla guida del governo, si legge sulla stampa francese, quelli del ministro della Difesa Jean-Yves Le Drian e del ministro dell’Interno Bernard Cazeneuve, già ministro del Bilancio.

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