Più a rischio ragazze tra 15 e 24 anni
Sebbene in alcuni Paesi, come l’Australia, grazie ai farmaci antiretrovirali sia stata decretata la fine dell’epidemia, secondo l’ultimo rapporto dell’Unaids – il programma congiunto delle Nazioni Unite sull’Aids –, sono in aumento i contagi tra le ragazze di età compresa tra i 15 e i 24 anni. Il report sottolinea, in particolare, che nel 2015 ogni settimana circa 7.500 giovani donne sono state infettate con l’Hiv. “Stiamo vincendo contro l’epidemia di Aids, ma non stiamo compiendo gli stessi progressi ovunque – afferma Michel Sidibé, Direttore esecutivo di Unaids -. Il numero di nuove infezioni da Hiv non sta, ad esempio, diminuendo tra gli adulti, in particolar modo tra le giovani donne”. Secondo gli esperti dell’Onu, i cui dati sono aggiornati al 2015, sono 36,7 milioni le persone che convivono con il virus (34,9 milioni di adulti e 1,8 milioni di bambini). Il numero di nuove infezioni è di circa 2,1 milioni, e quello dei decessi legati all’Aids pari a circa 1,1 milioni. “Milioni di persone con Hiv restano ancora escluse dal trattamento salvavita, che può anche prevenire la trasmissione del virus ad altri”, sottolinea la direttrice generale dell’Oms, Margaret Chan.

In Italia in lieve calo nuove diagnosi
E la situazione in Italia? “Nel 2015 si è osservata una lieve diminuzione sia del numero delle nuove diagnosi di infezione da Hiv, pari a 3.444, che dell’incidenza del virus”. Lo afferma l’ultimo supplemento del notiziario dell’Istituto superiore di sanità (Iss), intitolato “Aggiornamento delle nuove diagnosi di infezione da Hiv e dei casi di Aids in Italia al 31 dicembre 2015”. Una stima che, secondo il report, colloca il nostro Paese “al 13esimo posto in termini di incidenza Hiv tra le Nazioni europee. Oltre il 50% degli individui con Aids segnalati nel 2015 non era consapevole di essere Hiv-positivo. La maggioranza delle nuove diagnosi, l’85,5% – continuano gli esperti dell’Iss -, è attribuibile a rapporti sessuali non protetti. Stabile, invece, dal 2010 il numero di decessi per la malattia”.

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