Pierluigi Bersani rompe la già debole tregua dentro il Pd e annuncia che farà campagna per il No al referendum per la riforma della Costituzione. L’ex segretario dem ed esponente della minoranza sarà in Sicilia il 7 novembre per tre iniziative politiche a Ragusa, Siracusa e Palermo e in occasione dei dibattiti presenterà le sue ragioni di opposizioni alle legge Boschi. La scelta non è piaciuta al deputato ed ex presidente Pd Gianni Cuperlo che, pur essendo tra i critici, ha deciso di andare in piazza con il partito sabato 29 ottobre.

La scelta di rottura ulteriore di Bersani non è piaciuta a molti esponenti della minoranza. In queste ore infatti la commissione del Pd è al lavoro per trovare una mediazione per la modifica della legge elettorale: lo stesso Cuperlo fa parte della delegazione e dopo le tensioni degli ultimi mesi l’intenzione è quella di stringere un accordo il prima possibile e soprattutto prima del referendum del 4 dicembre. Il presidente del partito Matteo Orfini ha detto di essere ottimista che un patto possa essere raggiunto già nelle prossime ore. Anche per questo il gesto di Bersani di accettare l’invito ad una serie di appuntamenti per il “No” è stato letto come un gesto ostile innanzi tutto verso Cuperlo. A giustificare l’accelerazione diversi bersaniani, come Davide Zoggia, hanno espresso sfiducia verso la reale volontà di Matteo Renzi e della maggioranza di giungere ad una intesa.

Come ricorda l’agenzia Ansa, già da tempo alcuni esponenti bersaniani partecipano ad iniziative per il No (Zoggia, Paolo Corsini, ecc), così come altri parlamentari della sinistra interna, come Walter Tocci. E’ in aumento però anche il numero degli esponenti della minoranza che si schierano per il Sì. Per esempio il bersaniano Lodovico Sonego il 4 sarà ad una iniziativa per il Sì assieme a Vannino Chiti, un altro senatore della sinistra interna che già da tempo sostiene la riforma dopo l’accordo del luglio 2015 che ha fatto introdurre la possibilità dell’elezione diretta dei senatori-Consiglieri regionali nel testo (serve però una legge per renderla effettiva ed è questo uno dei tanti motivi di divisione).

 

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