“Raddoppiamo gli stipendi dei parlamentari”. Nei giorni in cui alla Camera si discute la proposta di legge di M5s sul taglio degli stipendi di deputati e senatori, c’è chi decide di andare in controtendenza. E di rivendicarlo con orgoglio. Marco Marcolin, rappresentante a Montecitorio di Scelta civica verso i cittadini per l’Italia, spiega così la sua posizione: “Per rispondere alla demagogia di Beppe Grillo e di chi prova a rincorrerlo sul proprio terreno, presenterò una proposta di legge per raddoppiare lo stipendio dei parlamentari. Bisogna smetterla – prosegue Marcolin – di prendere in giro i cittadini sottovalutando il loro grado di preparazione e di informazione”.

Trevigiano di Montebelluna, eletto nelle file della Lega alle ultime elezioni, ex tosiano successivamente transitato in Fare! per poi approdare, di fatto, in maggioranza, nel nuovo gruppo parlamentare nato dalla sinergia tra Ala e Scelta civica e creato dal viceministro Enrico Zanetti con il sostegno di Denis Verdini, Marcolin spiega che gli sperperi del sistema italiano nulla hanno a che fare con gli emolumenti di deputati e senatori. “Il vero problema dei costi della politica non riguarda lo stipendio dei parlamentari – garantisce – ma gli sprechi e l’inefficienza della macchina amministrativa. Rincorrere la guerra populista alla casta portata avanti dal M5s significa abbassare drasticamente la qualità del dibattito e della composizione del Parlamento, dal momento che saranno sempre meno i professionisti disposti a farsi eleggere per guadagnare di meno ed essere insultati e diffamati da chi fino a pochi giorni prima di diventare parlamentare era disoccupato”.

La posizione di Marcolin non è certo l’unica posizione sorprendente tra quelle esposte in queste ore. Tra le più curiose, c’è stata senz’altro quella di Renato Brunetta, che lunedì, nel corso del suo intervento, ha proposto che l’indennità dei parlamentari venga calcolata sulla base del reddito pregresso, ovvero pagare di più chi è già ricco e meno chi è povero. Per chi è disoccupato al momento dell’elezione, il capogruppo di Forza Italia ha pronta la soluzione: “In quel caso si farà ricorso al reddito di cittadinanza“, che tuttavia in Italia ancora non esiste. Sulla scia di Brunetta, proprio il viceministro dell’Economia Zanetti, che ha suggerito di riconoscere a deputati e senatori uno stipendio pari a quello che il parlamentare ha dichiarato in media negli ultimi 3 anni prima di essere eletto.

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