Addio all’Invalsi all’esame in terza “media” e alla terza prova scritta della maturità. Mai più bambini bocciati alla scuola primaria e pagelle solo con lettere e giudizi. Spariscono i voti in condotta nel primo ciclo d’istruzione. E poi colloqui in lingua all’esame di Stato della secondaria superiore e un test Invalsi in inglese che potrebbe diventare una sorta di certificazione utile all’Università. La rivoluzione della scuola italiana è ormai alle porte: la bozza di legge delega della “Buona Scuola” è in dirittura d’arrivo. A confermare le indiscrezioni dei giorni scorsi arrivate dalle organizzazioni sindacali a seguito dell’incontro al ministero dell’Istruzione, ora è la senatrice Francesca Puglisi che ha seguito in prima persona “la partita”. Giovedì 22 settembre in viale Trastevere i dirigenti del Miur si sono confrontati con il forum dei genitori e degli studenti. Martedì prossimo si terrà un nuovo tavolo con i sindacati ma si profila un’intesa sulla questione. Le novità sono tante.

Partiamo dal quiz Invalsi: “Diventerà un test – spiega la senatrice Puglisi – che accompagna la valutazione degli studenti come certificazione delle competenze. Sarà fatto verso gennaio e non farà parte dell’esame di maturità e nemmeno di quello di terza media. Sarà necessario farlo per essere ammessi all’esame ma non si dovrà superare per poter fare la prova finale: non farà assolutamente media”. Le novità riguardano soprattutto la filosofia di fondo: negli incontri con i genitori e gli studenti c’è stata grande convergenza sull’idea di escluderli dagli esami e vi è stata la richiesta di rendere il test Invalsi in inglese una certificazione riconosciuta negli atenei. Nella bozza attuale già si certifica il livello di inglese nell’ambito del quadro Ue; l’idea del ministro Stefania Giannini è che si colleghi anche ad altre tipologie di certificazioni. Gli esiti del test comunque non influiranno più sul voto finale ma saranno riportati sulla scheda di valutazione che affiancherà la pagella. Addio anche alla carta: dal 2017 l’Invalsi sarà “computer based”.

Altra novità: la composizione della commissioni agli esami. Allo stato attuale ci sono due proposte sulle quali è aperto il confronto. La prima: solo membri interni e un presidente esterno. La seconda: tre membri esterni, tre interni, un presidente esterno per tutte le classi. Alle medie, invece, dovrebbe essere il preside a diventare presidente della commissione della sua stessa scuola. “Nessuna volontà di tagliare o di risparmiare – chiarisce la Puglisi – ma solo quella di cambiare la maturità”. Modifiche che punteranno a portare in sede di esame di Stato anche i progetti fatti durante gli anni con alternanza scuola-lavoro e l’esperienza del Clil.

Infine la questione voti e bocciature: sessanta anni dopo l’appello di don Lorenzo Milani in “Lettera a una professoressa”, non sarà più possibile bocciare alla scuola primaria e alla secondaria di primo grado sarà praticamente impossibile se non per casi eccezionali. Anche il voto in condotta non farà più media: nella delega si parla di valutazione del comportamento collegiale che sarà fatta in modo descrittivo. Per il primo ciclo, inoltre, sarà la scuola a dover attivare attività di recupero per i ragazzi che non raggiungono la sufficienza. Una vera e propria lotta alla dispersione scolastica fatta fin dai primi anni tra i banchi.

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