Si è chiusa la festa della Lega Nord a Cervia, da alcuni anni una sorta di laboratorio di mezza estate per il centrodestra. Sul palco, oltre al padrone di casa, il segretario Matteo Salvini, sono saliti i parlamentari Daniela Santanchè (Fi), Ignazio La Russa (FdI) e Raffaele Fitto (eurodeputato Conservatori e Riformisti). Tema: “Il futuro del centrodestra”. E la discussione inevitabilmente si è concentrata sul nodo della leadership vacante e dell’ipotesi di Stefano Parisi come uomo guida. “Parisi è un ‘non problema’ – ha tagliato corto Salvini -. Il problema vero sono il programma e la compagnia, perché se qualcuno pensa di raccattare i naufraghi Verdini e Alfano ha sbagliato a capire: con me e con la Lega quella gente lì non avrà più niente a che fare. Quello che aggiungo su Parisi è che ci dica cosa intenda fare. Non l’ho capito, forse sono limitato, ma lui sappia che se continua ad insultarmi per l’amicizia con Marine Le Pen, sappia che quest’amicizia per me è un motivo d’orgoglio”. Secondo il leader del Carroccio “le fibrillazioni interne sono solo menate dei giornali”. Su una cosa i quattro rappresentanti del centrodestra sembrano essere d’accordo: l’opposizione a Renzi e la battaglia per il no alla riforma costituzionale non si discutono. “Siamo con tutti quelli che dicono no al referendum e al governo Renzi – ha detto Santanché -. Salvini può concorrere ad essere leader del centrodestra ma servono processi democratici. E’ finita l’era degli autoproclamati”

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