Andrea Franzoso, il whistle blower che ha denunciato le spese pazze di Ferrovie Nord Milano è stato audito dalla commissione antimafia del consiglio regionale della Lombardia. Nella sala della commissione, al secondo piano del Pirellone, ad ascoltarlo c’erano quasi esclusivamente le opposizioni. Della maggioranza nessuno, o quasi, ha ritenuto di dover ascoltare quanto Franzoso aveva da comunicare. Vero è che in buona parte si trattava di fatti noti, già riportati dalla stampa, ma è altrettanto vero che Regione Lombardia è il principale azionista di Fnm (col 57,57%) e, forse, sarebbe utile comprendere cosa non abbia funzionato nei meccanismi di controllo e perché il dipendente onesto, che ha denunciato l’utilizzo ‘allego’ dei fondi aziendali, sia stato demansionato e allontanato dall’azienda e non abbia trovato spazi di dialogo nemmeno con la nuova dirigenza. Uno dei pochi consiglieri di maggioranza presenti, Salvatore Malvezzi, di Lombardia Popolare, ha criticato la scelta di audire Franzoso: “Stiamo entrando nel merito di questioni che riguardano dinamiche intere ad aziende che hanno la loro specificità – ha detto nel suo intervento -, io sono a disagio, non capisco. Questa commissione è totalmente al di fuori dei nostri compiti istituzionali”

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