Le mamme più attente alla moda possono trovarci scarpette Nike taglia 21 a pochi euro, pantaloncini shorts alla Daisy Duke praticamente nuovi e salopette griffate per under 6 a prezzi scontati. E poi passeggini in ottime condizioni, tutine per neonati, giocattoli. Babyvez, infatti, è una piattaforma online di compravendita e scambio di oggetti usati che ha un target ben preciso: i genitori. “Sul sito Babyvez le mamme e i papà possono mettere in vendita o scambiare i vestiti e gli accessori comprati per i figli, da 0 a 12 anni, quando non servono più, o quando i bimbi sono cresciuti troppo per usarli – racconta il modenese Carlo Alberto Vezzelli, creatore del sito web – e la novità, rispetto ad altri siti di compravendita online, è che il servizio è completamente gratuito”.

Trentatré anni, amministratore di condominio e proprietario di un piccolo studio di registrazione a Modena, Vezzelli ha inventato Babyvez perché crede nella cultura del riciclo: “Mi piacerebbe contribuire diffondere l’idea del recupero degli oggetti usati invitando le persone a riciclare ciò che spesso finisce chiuso in un armadio o gettato nella spazzatura, cioè gli oggetti per bambini, che hanno notoriamente un ciclo di vita molto breve e vengono spesso accantonati quando sono ancora quasi nuovi. Credo sia una buona pratica che possa andare a vantaggio di tutti: non solo di chi vende o scambia ciò di cui non ha più bisogno, ma anche di chi ha necessità di comprare, perché può trovare sul sito oggetti in ottimo stato a prezzi economici”.

Entrare a far parte della community è semplice: basta registrarsi, e si può subito iniziare a pubblicare i propri annunci. Il sito è diviso in categorie, abbigliamento per bambino e bambina, calzature, accessori, trasporto e giocattoli, e lo scambio o la vendita avvengono in modo diretto tra utenti, senza intermediazione. “Ed è questa una delle novità di Babyvez: io non trattengo alcuna percentuale di guadagno, per questo il servizio, per chi lo usa, non costa nulla. E’ una bacheca di annunci. Del resto non l’ho creato per guadagnarci, io un lavoro ce l’ho, ma perché mi sembrava utile. Come tutti anch’io ho amici che hanno figli, e quando ho creato Babyvez ho pensato anche a loro”.

In pochi giorni la piattaforma ha già raccolto più di 200 utenti, per oltre 40 annunci inseriti. “Ma le richieste di registrazione sono molte di più. Al momento ci lavoro solo io, quindi faccio quello che posso per controllare che nessuno pubblichi messaggi o foto offensive, e a volte c’è un piccolo ritardo nell’approvazione delle richieste di pubblicazione, ma l’iniziativa piace”. Anche per via della crisi, che ha ridotto il budget a disposizione delle famiglie per lo shopping. “I genitori in difficoltà oggi sono sempre di più, molti non possono permettersi di spendere tanto nei negozi, mentre comprare vestiti per bambini, fasciatoi o passeggini costa. Su Babyvez invece c’è un po’ di tutto, è un’alternativa. E un domani si potrà trovare sul sito anche un link per donare ciò che non serve più alle associazioni che si occupano di beneficenza”.

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